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| 23 nov 2021 | 05:01

Convinti dai partner oppure stressati dai tamponi, ecco chi decide ora di farsi la prima dose. Sui contagi, Zuccali: ''Dati non confortanti dai territori vicini al nostro''

Nella sola giornata di domenica sono state oltre un centinaio le prime dosi somministrate a Trento. Nell'ultima settimana è stato registrato un peggioramento della situazione epidemiologica con un sostanziale incremento dei casi positivi e dei ricoveri in ospedale. Numeri, però, ben lontani rispetto a quelli che si potevano avere lo scorso anno. 

TRENTO. Per alcuni un pentimento dopo mesi da no-vax per altri lo stress da tampone oppure convinti dal partner e in alcuni casi la decisione di affrontare la paura della puntura. Sono oltre un centinaio le persone che in poche ore nella giornata di domenica hanno deciso aderire alla vaccinazione e si sono quindi recati al centro di Mattarello. “E' un numero importante e io stessa ho voluto parlare con alcuni di loro per capire” ci ha spiegato la dottoressa Maria Grazia Zuccali, responsabile dell'Unità operativa di igiene e sanità pubblica del Dipartimento di prevenzione dell'Azienda sanitaria trentina.

 

Il Trentino ha visto nell'ultima settimana un peggioramento della situazione epidemiologica con un sostanziale incremento dei casi positivi e dei ricoveri in ospedale. Numeri, però, ben lontani rispetto a quelli che si potevano avere lo scorso anno e che mostrano quando sia importante il vaccino contro il Covid19.

 

Anche in Trentino è stata aperta la prenotazione per la terza dose del vaccino alla fascia d'età che va dai 40 ai 59 anni. Si potranno vaccinare le persone che hanno passato i sei mesi dalla seconda dose o dall'unica ricevuta.

 

Terza dose in Trentino, dottoressa Zuccali come vede la situazione?

Nelle ultime settimane non abbiamo avuto tantissima gente. E' anche vero che non tutti gli aventi diritto, neanche tra gli over 60, possono prenotarsi fino all'inizio di dicembre perché in primavera avevamo allungato il periodo di intervallo tra la prima e la seconda dose perché erano poche quelle a disposizione. Quindi ora in queste fasce non tutti hanno maturato i 180 giorni per poter prenotare la terza dose. Questo è un motivo.

Poi è vero che non c'è stata la corsa alla prenotazione della terza dose, siamo arrivati a farne circa 30 mila con lunedì mattina. I potenziali sono tanti di più. Io credo che non tutti hanno provveduto a farlo tra il personale sanitario e una parte degli ultrafragili.

 

Ma guardiamo oggi i reparti degli ospedali. E' una situazione ben diversa a quella che si vedeva un anno fa.

Sicuramente. Sono meno i ricoveri e anche la pressione delle terapie intensive è minore. Si vede anche dal numero dei casi quotidiani che vengono registrati ora rispetto alla settimana corrispondente del mese novembre dello scorso anno. Negli ultimi giorni abbiamo visto un aumento dei casi giornalieri ma nulla a che vedere con quelli del 2020. La proporzione è molto diversa. Di pari passo vanno anche i ricoveri in ospedali che sono meno. Tutto questo è sicuramente grazie alla vaccinazione che ha protetto, agli anziani che hanno riposto all'adesione alla campagna vaccinale e alla risposta anche nelle Rsa.

 

In Alto Adige la situazione epidemiologica è diversa. I numeri sono quasi da zona gialla e anche in Veneto i contagi sono elevati. Tutto questo preoccupa?

C'è grande attenzione soprattutto al numero dei casi e al tracciamento. Fino a quando ci riusciamo con il personale a disposizione cerchiamo di portare avanti questa attività di tracciamento con una buona inchiesta epidemiologica per intercettare tutte le persone che sono venute a contatto con il caso per metterle in quarantena e creare il prima possibile una barriera al virus. Questo sappiamo che ci sarà consentito fino a quando i casi non diventeranno troppo numerosi perché il personale da dedicare anche a questa attività è purtroppo carente e cerchiamo di fare tutto quello che possiamo.

Le persone che si muovono e le notizie che ci arrivano dai territori confinanti non ci confortano molto. Abbiamo cercato di mettere in atto tutte le misure raccomandate da due anni a questa parte.

 

In tema di prime dosi ci sono adesioni?

Nella giornata di domenica abbiamo avuto più di cento prime dosi. Le persone pian piano si mettono nell'ordine delle idee di aderire.

 

No vax che hanno deciso di aderire?

Sono stata tutto il giorno al centro vaccinale ed ho parlato con alcuni di loro. Erano quasi tutte persone giovani ma c'era anche qualche persona anziana. Una fetta ha dichiarato di avere paura della puntura ma che alla fine ha preso coraggio ed è venuta a farsi il vaccino, altri invece che ad un certo punto si sono convinti, da chi deve fare attività sportiva a chi si è stancato di fare sempre il tampone. Alcune persone si sono dette stressate da tutta questa situazione ed hanno deciso che era ora di aderire.

 

In questi giorni si parla molto anche del super- greenpass.

Io credo che l'importante è che ci sia un controllo e una verifica che le persone siano vaccinate o guarite. Anche chi è guarito dall'infezione dopo sei mesi ha gli anticorpi che diminuiscono E' importante per questo la vaccinazione ed è fondamentale che i requisiti vengano verificati.

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