Coronavirus, dopo le autorizzazioni il Bar investe in fuochi e serata ma all'ultimo arriva il ''consiglio'' di evitare. Il sindaco: ''Servono scelte chiare. Basta confusione''
Il Bar Spiaggia di Baselga di Piné aveva tutto pronto (a sue spese) per la notte di San Lorenzo, ma all'ultimo al sindaco sarebbe arrivato dal Commissariato il ''consiglio'' di evitare l'evento per ragioni di sicurezza legate al Covid. Santuari: ''Possono anche decidere che non si può fare più nulla. Il Covid non è una barzelletta. Ma ci sia chiarezza, regole non equivocabili e soprattutto non lasciate ad interpretazioni o responsabilità altrui''

TRENTO. Dieci agosto. San Lorenzo di - eventuali - stelle cadenti con annessi desiderata. Per chi le cercasse, (e le trovasse), puntando il naso all’insù. Se ieri notte al lago delle Piazze – altra chicca a Campolongo, Baselga di Pinè – il proprietario del Bar Spiaggia fosse incappato in una delle Perseidi in picchiata, (così sì chiama il pulviscolo astronomico che poco ha a che vedere con le stelle), non è difficile immaginare cosa avrebbe chiesto al Dio del buonsenso. Quel Dio burocratico che sembra troppo spesso smarrire l’attenzione per gli umani.
Archiviato per un attimo un legittimo istinto alla maledizione, Andrea Dallapiccola avrebbe espresso un più che condivisibile desiderio di serietà. Avrebbe spronato ad un minimo di logica chi è chiamato a gestire e far rispettare le sacrosante misure anti Covid. Urge spiegare nei dettagli. Occorre però premettere che i dubbi espliciti deducibili in questo pezzo nulla hanno a che fare con la stupidità nichilistica dei no- vax o di quanti minimizzano i rischi virali che ancora, purtroppo, incombono. Andrea è riconosciuto come “signor imprenditore”. Per rendere attrattivo il suo locale fronte lago ha investito da anni più dell’immaginabile. Ha investito in simpatia e qualità di servizio ma soprattutto nel decoro e nelle strutture dell’intera area attorno alla sua attività.
Ieri – a sue spese – aveva organizzato una manifestazione pirotecnica, così come qualche giorno prima aveva aperto il portafoglio per sostenere la realizzazione di un fascinoso concerto sulla spiaggia e poi una selezione di miss. Per i fuochi, Andrea aveva ovviamente seguito alla lettera ogni iter autorizzativo, a partire dalla richiesta al Comune: regolarmente vistata. Spesi, non pochi, i soldi per la ditta che doveva sparare emozioni da specchiare sul lago. Spesi, non pochi, i soldi per far stampare cartelli dove indicava al pubblico la necessità di avere con sé il “green pass” per eventuali controlli a campione delle forze dell’ordine che pure possono avvenire anche per manifestazioni all’aperto. Spese in promozione e gran lavoro su social.
Andrea ha speso, insomma, un bel po’ di fatica bilanciata dalla convinzione che dopo un anno e mezzo di calvario la “ripresa” di un locale obbliga a fare ancora di più. E meglio. Cosa che al Bar Spiaggia accade, fidelizzando i frequentatori abituali e stupendo in positivo i casuali. Tutto pronto, tutto pubblicizzato, dunque. E tutto naufragato per una telefonata che dal Commissariato del Governo ha raggiunto il sindaco di Baselga di Pinè poco dopo mezzogiorno. Il mezzogiorno del giorno dei fuochi che è diventato per il gestore un mezzogiorno di stomaco in fiamme.
Dal Commissariato non è arrivato alcun divieto. Ci si sarebbe limitati ad un “consiglio” al primo cittadino: sconsigliando la pirotecnia sulla base di non meglio definite ragioni di sicurezza legate al Covid. Naturalmente il sindaco Santuari si è adeguato al “consiglio” del Commissariato del Governo anche se, vanamente, ha chiesto “un pezzo di carta”. Voleva un atto ufficiale che certificasse e motivasse. Logica vorrebbe – infatti – che tra istituzioni statali e locali l’interlocuzione non fosse la stessa che può avvenire al tavolo di un bar. “Niente da fare – conferma l’ingegner Santuari, sindaco di Baselga di Pinè – si sono limitati ad un consiglio piuttosto perentorio, lasciando a me la responsabilità di decidere cosa fare e le eventuali conseguenze. Ma si può?”.
No che non si può. E non serve nemmeno immaginare la situazione di imbarazzo al diapason nel momento in cui il sindaco - che apprezza alla grande la passione che gestore, moglie e personale tutto mettono nel lavoro al Bar Spiaggia – ha dovuto comunicare ad Andrea che i fuochi saltavano per “consigli superiori”. Eh sì, consigli al posto di ordini, parole al posto di atti. E responsabilità incomprensibilmente confuse, tanto che il sindaco ha immediatamente inviato una nota sconfortata alla Provincia – all’assessore Failoni – per segnalare una necessità di chiarezza tra gli incroci istituzionali a tutela dei Comuni e del loro rapporto con associazioni o privati che provano non senza problemi ad animare l’estate. “Possono anche decidere – spiega Santuari – che non si può fare più nulla. Il Covid non è una barzelletta. Ma ci sia chiarezza, regole non equivocabili e soprattutto non lasciate ad interpretazioni o responsabilità altrui”.
Quanto ad Andrea, titolare del gestore del Bar Spiaggia, “chapeau” ad una capacità di autocontrollo che prevale su amarezza e rabbia. “Veniamo da un periodo terrificante e ci stiamo riprendendo a fatica. Ma sia chiaro: io sulle norme anti Covid, sulle norme per la salute che ho sempre rispettato non ho nulla da dire. Se mi avessero negato l’autorizzazione a fare i fuochi, definendo un rischio il pubblico distanziato su una spiaggia ampia, non avrei contestato nulla. Ma se mi autorizzano, se io spendo denaro e fatica, e il giorno stesso consigliano il sindaco di vietare l’iniziativa, beh siamo davvero all’assurdo. Che rispetto c’è? Che garanzie abbiamo di poter operare con tranquillità? Che sport è quello di mettere nelle peste – pensiamo solo alla turnistica e ai costi del personale – chi appena respira dopo una lunga apnea? E come si fa a dirmi che non c’è un atto di divieto da mostrare ma solo un consiglio verbale al sindaco cui non faccio alcuna colpa? Ma stiamo scherzando?”.
Andrea non ha avuto nemmeno il tempo per forzare i lamenti. Ieri doveva spiegare ad un sacco di gente che i fuochi non si sarebbero fatti senza nemmeno sapere cosa spiegare. “Che vengano quelli del Commissariato del Governo a dire ai tanti saliti alle Piazze per i fuochi che non li ho presi in giro”. No, nessuno scherzo. Il primo cittadino – che intanto ha vietato lo anche lo spettacolo pirotecnico organizzato per domenica dal Lido - conferma che è andata proprio così. Accomuna, a braccia allargate, le sue perplessità sul “metodo” – non sulla sostanza delle regole anti Covid – con altri sindaci limitrofi. “Però – dice – ho l’impressione che la confusione resterà e di confusione davvero non c’è bisogno. Servono scelte chiare tanto dello Stato quanto della Provincia”. Anche perché adeguarsi alle regole – anche alle più dure – è più facile di dover tradurre in amministrazione i “consigli” che vengono dall’alto.












