Occupazioni abusive, problema di sicurezza e di decoro: ''Il 98% dei casi riguarda l'edilizia pubblica. Spesso sono accompagnati da danneggiamenti e furti di energia''
Un abusivismo “mobile”, concentrato soprattutto nei mesi freddi e caratterizzato da occupazioni temporanee di alloggi sfitti. È questo il quadro emerso dalle attività congiunte da polizia locale e il gestore dell'edilizia pubblica, in cui comunque Trieste si conferma una città dove il fenomeno dell'abusivismo degli alloggi si dimostra raro e che vede un intervento puntuale grazie al ruolo cruciale giocato dalle segnalazioni dei cittadini

TRIESTE. Abusivi che si muovono in base alle stagioni, che occupano di inverno e svuotano d'estate e che preoccupano e non poco la comunità e le istituzioni visto che la loro presenza ha ricadute sia in termini di sicurezza che di decoro. A spiegarlo le autorità della polizia locale di Trieste che ha fatto il punto sul fenomeno in un incontro nel quale hanno partecipato l'assessora comunale alla sicurezza Caterina de Gavardo, il comandante della polizia locale Walter Milocchi e il presidente dell'Azienda Territoriale per l'edilizia residenziale (Ater) Daniele Mosetti.
“Oggi a Trieste assistiamo a un tipo di abusivismo che potremmo definire 'mobile' – ha dichiarato il presidente dell'Ater – nel quale una persona si sposta da un appartamento sfitto ad un altro in maniera stagionale e concentrata prevalentemente durante la stagione fredda. A Trieste i casi riconducibili a tale fenomeno sono pochi grazie alla sinergia dell'Ater con il comune e all'efficacia della polizia locale. Inoltre e segnalazioni da parte dei cittadini – conclude Mosetti – sono di fatto uno strumento che intendiamo agevolare per risolvere queste situazioni, tanto che abbiamo istituito un apposito indirizzo email, segnalazione.abusivi@ater.trieste.it, attraverso il quale si garantisce l'assoluto anonimato nei confronti del segnalante”.
Il tema dell'abusivismo è stato inoltre evidenziato come un argomento molto sentito da parte della cittadinanza, poiché percepito come foriero di disagio e criticità, complici i reati annessi e connessi che spesso vengono rilevati e imputabili alle persone che occupano illegalmente un alloggio. Un aspetto legato quindi alla tutela del cittadino, sul quale si è soffermata l'assessora de Gavardo, analizzando le ricadute negative sulla qualità della vita della popolazione che si trova a vivere a stretto contatto con i casi di abusivismo. “E' un tema molto sentito perché incide profondamente sul quotidiano delle persone – spiega de Gavardo - ma anche in termini di sicurezza perché espone la cittadinanza a pericoli derivati dall'occupazione abusiva come il vandalismo ricorrente o l'allaccio illecito alla corrente elettrica pubblica. Per questi ed altri motivi a Trieste le segnalazioni dei cittadini sono sempre molto puntuali e questo rende possibile il pronto intervento di polizia locale o polizia di stato e nel territorio di Trieste, a fronte degli 82 sgomberi effettuati negli ultimi tre anni, non abbiamo mai avuto reazioni ostili da parte degli occupanti”.
Infine, un altro aspetto problematico comportato dall'abusivismo negli alloggi è quello rappresentato dal surplus di costi che si registrano in presenza di abusivismo abitativo, a causa principalmente dei ripetuti interventi di ripristino che fanno seguito ai danneggiamenti che queste persone apportano, spesso per proprio tornaconto, come osservato dal comandante Milocchi: “Il 98% dei casi di alloggi occupati abusivamente a Trieste riguardano l'edilizia pubblica – specifica il comandante - spesso accompagnata da danneggiamenti e furti di energia elettrica che si traducono in un costo per la comunità, oltre che elemento di degrado. Fino a una dozzina d'anni fa, dopo un certo periodo trascorso, l'occupante poteva chiedere la residenza in loco, oggi non è più così, e questo grazie anche al decreto sicurezza dell'anno scorso che ha imposto una pena più severa, che va da 2 a 7 anni di reclusione per chi occupa un immobile altrui, ed è sottoposto ad una procedura di sgombero che agevola molto il lavoro della polizia”.
Tutti elementi che denotano come a Trieste non esista una zona in particolare che sia soggetta all'abusivismo negli alloggi, e questo, come evidenziato da de Gavardo, è un fattore positivo perché evidenzia come in città vi sia un intervento tempestivo che contrasta efficacemente un fenomeno che attualmente riguarda in egual misura sia cittadini italiani che stranieri.












