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| 12 maggio | 12:56

"Ha cambiato le nostre vite e oggi, dopo 16 anni, gli diciamo addio". Il Soccorso alpino saluta il cane Guinness: "Grazie per tutto il bene che hai fatto nascere attorno a te"

Il toccante ricordo dopo la scomparsa, a 16 anni, di Guinness, la prima unità cinofila del Soccorso alpino e speleologico delle Prealpi Trevigiane: “Grazie per tutto il bene che hai fatto nascere attorno a te”

di Redazione

TREVISO. “Grazie per tutto il bene che hai fatto nascere attorno a te. Quando entrate nelle nostre vite, sappiamo che il viaggio assieme durerà il tempo della vostra esistenza, ma non siamo mai pronti al dolore della perdita”. Sono queste le parole del Soccorso alpino e speleologico veneto nel ricordare il cane Guinness, nel 2011 prima unità cinofila della sezione dei soccorritori delle Prealpi Trevigiane insieme al suo conduttore, Dario.

Dopo 16 anni – scrivono gli operatori – Guinness non c'è più. Con lui è iniziata una piccola storia importante, sia in seno alla sua famiglia, che grazie all'amore per i cani ha sposato la cinofilia, sia all'interno della stazione, dove si sono trasmesse naturalmente ad altri soccorritori la passione e l'impegno nella ricerca delle persone disperse. Dopo Guinness sono arrivati Irish, Aki, Asia, Nina, Loky, senza dimenticare Argyll sempre a fianco di Dario”.

 

Guinness – ricorda Fabiola, moglie di Dario – ci ha seguito in tutti i nostri viaggi, in Irlanda, Scozia, Galles. Da quando è arrivato, nel 2010, ha cambiato le nostre vite, la mia totalmente: da uno studio legale al lavoro che faccio oggi coi cani. Nel 2011 è entrato a far parte delle unità cinofile del Soccorso alpino ed è stata la prima unità cinofila di stazione. Da lì poi Irish, Aki, Nina, Asia e alla fine Loky. Non era un cane facile ed eravamo incredibilmente inesperti. Non era mai sotto controllo e non passava inosservato. Gli aneddoti legati alle sue imprese fatte di anarchia allo stato puro sono infiniti. Non era un cane facile ed eravamo incredibilmente inesperti. Non era mai sotto controllo e non passava inosservato. Gli aneddoti legati alle sue imprese fatte di anarchia allo stato puro sono infiniti. Ma il suo carisma e la sua caparbietà hanno lasciato un segno in molte delle persone che lo hanno conosciuto. Ci ha spinti costantemente a metterci alla prova e a cercare di crescere, in campo cinofilo (Argyll è stata il frutto di tutto il lavoro che ci ha spinto a fare Guinness) e dal punto di vista umano. Per Dario, Guinness era il primo cane della sua vita, il suo cane. Con lui abbiamo imparato che nulla è perfetto ma che l'imperfezione nasconde le risorse più preziose”.

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