Tensione nei cieli: due aerei Usa non autorizzati volano sulla catena montuosa del Totes Gebirge, intercettati e allontanati dagli Eurofighter austriaci
E' successo ieri intorno a mezzogiorno e il fatto è stato confermato dal portavoce del ministero della difesa austriaca, il colonnello Bauer. L'Austria ha rifiutato dall'inizio della guerra in Iran agli americani la possibilità di sorvolare il suo spazio aereo: ''Quando si tratta di un Paese in guerra da parte nostra la richiesta viene respinta''

SALISBURGO. Tensione nei cieli dell'Austria nelle scorse per il passaggio di due aerei americani non autorizzati e intercettati da due Eurofighter fatti decollare appositamente. La notizia trova conferma anche dal portavoce della forze armate austriache, Michael Bauer che ha scritto su X: ''Attivazione della priorità A e dispiegamento di due Eurofighter a seguito del sorvolo di due PC12 dell'Aeronautica Militare degli Stati Uniti alle ore 12:31, ai fini dell'identificazione''.
I caccia austriaci sono dovuti intervenire perché i piccoli PC-12 stavano sorvolando la catena montuosa del Totes Gebirge, nell'Alta Austria senza alcun tipo di autorizzazione. Come riporta il giornale austriaco Heute ''gli aerei PC-12 sono prodotti dalla società aeronautica svizzera Pilatus e sono utilizzati dall'aeronautica militare statunitense principalmente per missioni di ricognizione e sorveglianza. Anche le unità delle forze speciali utilizzano questo velivolo''.
I due velivoli statunitensi sono, quindi, stati scortati fuori dallo spazio aereo austriaco e sarebbero rientrati a Monaco. La vicenda avrà sicuramente una coda di natura diplomatica anche perché l'Austria appena un mese fa aveva ribadito di rifiutare tutte le richieste statunitensi di sorvolare il suo territorio sin dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, adducendo come motivazione la propria neutralità.
"Ci sono state effettivamente delle richieste, e sono state respinte fin dall'inizio", ha dichiarato il colonnello Michael Bauer, portavoce del Ministero della Difesa austriaco, aggiungendo che "quando si tratta di un Paese in guerra, la richiesta viene respinta".












