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Coronavirus, Ferro: ''I non immunizzati un serbatoio che consente al virus di correre. In terapia intensiva solo no vax''. Il Trentino punta alle 100 mila vaccinazioni in 5 giorni

Il direttore generale dell'Apss: "Se seguiamo i ritmi attuali i numeri dell'anno scorso in questo periodo potrebbero essere raggiunti nell'arco di tre mesi. La terza dose funziona e inoltre è necessario riuscire a convincere almeno altri 30/40 mila trentini che ancora non si sono vaccinati ad aderire alla campagna"

Di Luca Andreazza - 26 novembre 2021 - 17:24

TRENTO. "Questa proposta ha una forte motivazione scientifica". Queste le parole di Antonio Ferro, direttore generale facente funzione dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari. "E' necessario dare una rasoiata al virus e cercare di concentrare le somministrazioni in un brevissimo lasso di tempo". 

 

L'obiettivo di Apss e Pat è quello di inoculare 100 mila dosi tra sabato 4 e mercoledì 8 dicembre (Qui articolo). "Abbiamo analizzato due elementi fondamentali: oggi ci sono 75 mila persone non vaccinate di cui 45 mila tra i 30 e i 60 anni e 58 mila under 12 senza copertura. Si tratta di un quinto della popolazione, questo è un serbatoio che consente al virus di correre e diventa difficile poi fare argine", dice Ferro. "Poi c'è che mano a mano che il tempo passa la protezione diminuisce e si può arrivare al 50% dei ricoverati che sono vaccinati. E' importante evidenziare che comunque il vaccino tiene moltissimo sulle terapie intensive, i pazienti in rianimazione sono tutti non vaccinati".

 

Seppur la curva epidemiologica appare sotto controllo, preoccupa l'aumento delle positività, anche nei territori limitrofi al Trentino. "Se seguiamo i ritmi attuali - continua Ferro - i numeri dell'anno scorso in questo periodo ("ufficialmente" al 26 novembre 2020 c'erano 297 contagi, 9 morti, 460 persone in ospedale di cui 43 in rianimazione) potrebbero essere raggiunti nell'arco di tre mesi. La caduta della protezione è lenta e abbiamo visto che come si è provveduto alle somministrazioni delle Rsa, i focolai sono stati bloccati e non abbiamo più avuto ricoveri. Inoltre è necessario riuscire a convincere almeno altri 30/40 mila trentini che ancora non si sono vaccinati ad aderire alla campagna: speriamo che l'estrema accessibilità ai vari centri possa portare alla messa in sicurezza del territorio". 

 

Una "maratona" che richiede un grandissimo sforzo organizzativo come la stima del coinvolgimento di 500 operatori "ma il Trentino saprà dare una dimostrazione fondamentale in questa situazione. Serve anche il supporto della cittadinanza per convincere le persone a vaccinarsi. Dal punto di vista scientifico, questa è l'unica opportunità per creare un arginare a questo virus terribile".

 

C'è la possibilità per i 35 mila trentini che già si sono prenotati da qui al 15 gennaio per la terza dose di anticipare il "booster". Mentre a fronte di questo piano, vengono garantite tutte le emergenze e urgenze. "Ci si è organizzati sul week end, quando il personale è in una situazione di festività per avere meno criticità sulle attività programmate", prosegue Ferro, mentre Fugatti aggiunge: "Crediamo che lo sciopero bianco riguardi questioni sindacali rispettabili e rispettati ma l'operazione di messa in sicurezza è un altro aspetto. E si saprà ben distinguere questi due temi".

 

Si è deciso così di cercare un'accelerazione nella campagna vaccinale. "Ci si rivolge ai cittadini che devono effettuare la terza dose, ma anche a quella fascia di popolazione che deve ricevere la prima dose: un'opportunità per garantire festività natalizie più serene", conclude Fugatti.

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