Coronavirus, focolaio tra insegnanti e personale nella scuola d'infanzia, ma per la regola Fugatti i bambini sono a casa senza isolamento
Ci sono dieci positivi tra insegnanti e personale ausiliario oltre ad una bambina contagiata. I bambini, per effetto di un'ordinanza di Fugatti firmata a fine ottobre 2020, non sono in quarantena ma ci sono anche 60 famiglie senza tutele normative e costrette a prendersi ferie dal posto di lavoro per seguire i figli

TRENTO. Dieci tra ausiliari e dipendenti, assieme ad una bambina, positivi al Covid19. Un provvedimento arrivato dalla Provincia di Trento ha stabilito la chiusura della scuola d'infanzia “San Martino” di Trento.
Durerà 14 giorni e riguarda circa 60 famiglie. Nelle scorse ore i genitori hanno avuto un incontro con i responsabili dei servizi d'infanzia della Pat e dell'Apss durante il quale è stata spiega la situazione.
Da parte delle famiglie coinvolte non sono però mancate le critiche. Se da un lato la scuola è stata completamente chiusa, secondo l'ordinanza fatta nei mesi scorsi dal presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, affinché i bambini e le singole classi vengano messi in quarantena è necessario che ci siano 2 bambini positivi.
In questo caso, invece, come già detto, solo una bambina è positiva e quindi gli altri compagni sono a casa ma non sono sottoposti a quarantena. Nel caso di insegnanti positivi, infatti, non sono considerati contatti stretti e non vi è quindi l'isolamento.
“Una situazione vergognosa” spiegano alcuni genitori che hanno contattato ilDolomiti. I bambini, infatti, per due settimane dovranno rimanere a casa e non ci sarà per loro l'obbligo di fare il tampone anche se comunque l'Apss si è resa disponibile per il molecolare.
Tra i problemi che hanno sollevato le famiglie anche il fatto che non vi è alcuna forma di tutela dal punto di vista normativo (non essendo i figli in quarantena) per i genitori che lavorano e che per poter seguire i figli dovranno chiedere delle ferie. In alternativa i bambini dovrebbero essere seguiti dai nonni con il rischio di contagio. "E' una situazione paradossale - spiegano alcuni genitori - e dimostra, tra l'altro, l'inadeguatezza del provvedimento della Provincia che prevede due bambini per la quarantena e i tempi troppo lunghi nelle verifiche. Non si può chiudere una scuola per Covid e non mettere in isolamento i bambini con il rischio, tra l'altro, di contagiare anche i nonni".












