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Covid19, scoperto un laboratorio di tamponi abusivo. In azione i Nas di Trento: indagini su no vax che effettuano test e rilasciano green pass

Sono stati segnalati alla Procura della Repubblica di Bolzano per concorso in abusivo esercizio di professione medica una trentenne e una ventenne, segretarie, e un cinquantenne, medico. Indagini in corso su no-vax sospesi che si sono improvvisati in centri per l’effettuazione di tamponi utilizzando le credenziali d’accesso fornite dall’Azienda sanitaria

Pubblicato il - 24 novembre 2021 - 17:26

BOLZANO. Laboratori abusivi, sanitari no vax sospesi che si improvvisano con dei punti per l'effettuazione di tamponi e tanto altro. Sono in corso in questi giorni le indagini da parte dei militari del Nas di Trento su tutto il territorio regionale per portare avanti una serie di ispezioni in ambulatori e altri luoghi sospetti.

 

Nel corso delle ultime ore i carabinieri hanno denunciato in stato di libertà tre persone ipotizzando il reato di esercizio abusivo di una professione in concorso. L'operazione è avvenuta ieri nel corso dell'ispezione dei locali a pochi centinaia di metri dal centro al capoluogo dell’Alta Pusteria. Qui un medico aveva aperto un centro per tamponi nasali orofaringei per la ricerca del Covid19.

 

I militari dell’Arma hanno trovato due donne addette alla raccolta e lo sviluppo dei tamponi. Nessuna delle due, però, esercitava qualsivoglia professione sanitaria ma bensì erano due segretarie.

 

Entrambe avevano in uso l’utenza del medico – loro datore di lavoro – per accedere al database dell'azienda sanitaria per l’emissione di certificazioni verdi “green pass”. Per il professionista, però, non sarebbe stato possibile affidare questo compito a persone che non svolgessero la professione sanitaria.

 

Sono stati quindi segnalati alla Procura della Repubblica di Bolzano per concorso in abusivo esercizio di professione medica una trentenne e una ventenne, segretarie, e un cinquantenne, medico.

 

Al momento, spiegano le forze dell'ordine, non è possibile stabilire quali tamponi siano stati eseguiti dall’uomo, e quindi validi, e quali dalle due donne, che non sarebbero invece per nulla validi poiché acquisiti da due persone senza alcuna competenza professionale nel settore. Fortunatamente la limitata estensione temporale del codice QR prodotto farà in modo che già da domani questi codici non saranno comunque più validi.

 

L’attività ispettiva, come già detto, sta continuando e si sta concentrando su alcuni soggetti, privi di titolo professionale oppure sanitari sospesi perché no-vax che si sono improvvisati in centri per l’effettuazione di tamponi utilizzando le credenziali d’accesso fornite dall’Azienda sanitaria.

 

I carabinieri si stanno interessando, in particolare, a quelle persone che – sospese dal servizio pubblico sanitario – continuano ad effettuare test con tamponi comprati sul libero mercato (spesso via internet dall’estero) e a rilasciare certificati che non potrebbero fare.

 

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