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| 02 dic 2021 | 07:59

Dalla vendemmia alla raccolta delle mele, scoperti 70 lavoratori impiegati irregolarmente nel settore agricolo. Guardia di finanza in azione

Le Fiamme Gialle di Bolzano, nell'ambito dei controlli ad aziende agricole impegnate nella vendemmia e nella raccolta delle mele, hanno scoperto 70 lavoratori irregolari dei quali 52 completamente "in nero"

Dalla vendemmia alla raccolta delle mele, scoperti 70 lavoratori impiegati irregolarmente nel settore agricolo

BOLZANO. Italiani, rumeni, bulgari, polacchi, slovacchi e, in misura minore, africani, asiatici, albanesi e pakistani. Sono i bracciati che alcune aziende hanno utilizzato per la vendemmia e la raccolta delle mele e che sono risultati impiegati in maniera irregolare e in parte completamente in “Nero”.

In tutto sono stati effettuati un centinaio di controlli portati avanti dalla Guardia di Finanza di Bolzano. Sono stati scoperti 70 lavoratori irregolarmente impiegati, dei quali 52 completamente “in nero”. All’incirca un’azienda su quattro è risultata impiegare lavoratori non in regola.

 

Alcune ispezioni sono state svolte congiuntamente a personale del locale Ispettorato nazionale del Lavoro dell'Inps. Con riferimento al personale impiegato “in nero”, per il quale è stata accertata la mancata preventiva comunicazione all’Ispettorato del Lavoro, la disciplina di settore prevede l’applicazione della cosiddetta “maxi-sanzione”, che oscilla da un minimo di 1.800 euro a un massimo di 43.200 euro per ciascun lavoratore irregolare, in base ai giorni di effettivo impiego.

È stato anche accertato l’impiego irregolare di 6 braccianti “in nero” privi del permesso di soggiorno e, quindi, clandestinamente presenti sul territorio nazionale. I datori di lavoro sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Bolzano per violazione della legge “Bossi-Fini”, secondo cui l’impiego di lavoratori stranieri sprovvisti di permesso di soggiorno costituisce reato ed è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa di 5 mila euro per ogni lavoratore impiegato.

 

In un altro caso, invece, l’irregolarità constatata si è concretizzata nella mancata comunicazione all’Inps dell’impiego di una bracciante agricola, mediante l’utilizzo del cosiddetto “Libretto Famiglia”, che deve essere attivato nei casi di prestazioni lavorative svolte in modo sporadico e saltuario. La normativa di riferimento, infatti, prevede, in capo all’utilizzatore del libretto, l'obbligo di comunicare una serie di dati almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione lavorativa, tra cui l’inizio e il termine della stessa. In mancanza di tale comunicazione, è prevista la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro 500 a euro 2.500 per ogni prestazione lavorativa giornaliera per cui risulta accertata la violazione.

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