Braccianti impiegati senza un contratto e irregolarità fiscali. Maxi multe per 106 datori di lavoro anche nel comparto vitivinicolo
Intensificate da parte delle Fiamme Gialle le attività di contrasto al lavoro nero e irregolare, fenomeni di illegalità che amplificano i profili di rischio per la sicurezza dei prestatori di lavoro e integrano una vera e propria forma di concorrenza sleale ai danni delle imprese oneste. Nel veronese diverse datori di lavoro nei guai

VERONA. Lavoratori impiegati completamente “in nero” ma anche in modo irregolare e con violazioni fiscali. Raffica di controlli da parte della Guardia di Finanza di Verona contro i fenomeni di illegalità che amplificano i profili di rischio per la sicurezza dei prestatori di lavoro e integrano una vera e propria forma di concorrenza sleale ai danni delle imprese oneste.
Particolarmente intesa è stata l'attività messa in campo sul territorio durante le operazioni di vendemmia con il controllo di diverse realtà imprenditoriali di varia natura giuridica (soprattutto società cooperative e imprese individuali) operanti nel settore dell’agricoltura. Ed è proprio qui che i finanzieri hanno individuato diversi braccianti impiegati irregolarmente nella raccolta dell’uva.
In particolare, i finanzieri del Gruppo di Verona e della Compagnia di Soave hanno identificato, in alcune aziende agricole operanti nel territorio della Valpolicella e dell’est veronese, 13 lavoratori impiegati completamente “in nero” e 3 lavoratori irregolari. Sono quindi scattate le maxi-sanzioni nei confronti dei rispettivi datori di lavoro per un importo complessivo di circa 18 mila euro.
Contestualmente è stata avanzata al competente Ispettorato Territoriale del Lavoro la proposta di sospensione delle attività imprenditoriali poiché la manodopera “in nero” è risultata superiore del 10% a quella regolarmente impiegata.
Dall’inizio dell’anno il dispositivo di contrasto attuato dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza è stato orientato a individuare e sanzionare con decisione i datori di lavoro che hanno fatto ricorso a lavoratori in nero o irregolari. Infatti i 255 controlli svolti nello specifico settore dalle Fiamme Gialle scaligere in vari comparti – dalla ristorazione (bar e ristoranti), alle attività di servizi per la persona (estetisti, parrucchieri), ai locali notturni e di intrattenimento e alle imprese di costruzioni – hanno portato all’individuazione di ben 328 persone impiegate in violazione della normativa sul lavoro, di cui 183 lavoratori completamente “in nero” e 145 lavoratori irregolari, e alla conseguente irrogazione di sanzioni nei confronti di 106 datori di lavoro, 4 dei quali denunciati alla locale Procura della Repubblica per l’impiego di 30 lavoratori vittime di caporalato e 5 deferiti per violazione delle norme sull’immigrazione poiché impiegavano cittadini stranieri privi del permesso di soggiorno.
Ammontano a oltre 40 le proposte di sospensione dell’attività imprenditoriale avanzate quest’anno all’Ispettorato Territoriale del lavoro dai reparti delle Fiamme Gialle.


















