Contenuto sponsorizzato

Dopo 41 anni Sergio Bortolotti lascia il Bar Tre Portoni: "È stato la mia seconda casa. Qui ho anche conosciuto mia moglie che veniva a usare il telefono"

Una carriera iniziata quasi per caso il 5 luglio 1980 e poi andata avanti per 41 anni grazie all'impegno, all'attenzione e alla passione del proprietario Sergio Bortolotti. "In questi anni sono cambiate molte cose e tra queste anche il nostro modo di lavorare, ma siamo sempre riusciti a fare del nostro meglio e a dare ai nostri clienti la miglior esperienza possibile"

Di Mattia Sartori - 30 April 2021 - 20:17

TRENTO. Il rito del caffè è una parte fondamentale della tipica giornata italiana. Lo prendiamo al mattino per svegliarci, dopo pranzo per tornare a lavorare e negli orari più svariati, quando abbiamo bisogno di una scossa o semplicemente come scusa per scambiare due chiacchiere con amici o colleghi. Molti di noi hanno anche un bar preferito, un luogo fidato, dove sappiamo che verremo trattati bene e ci sentiamo a nostro agio. È compito del barista creare questo ambiente e lo sa bene Sergio Bortolotti, storico gestore del Bar Tre Portoni, che dopo quasi 41 anni di servizio ha deciso di cedere la propria attività.

 

Situato a pochi passi da piazza Fiera, a fianco ai caratteristici archi che segnavano l’inizio della strada per la residenza estiva del vescovo, il Bar Tre Portoni è da decenni un punto fisso per molti cittadini trentini, che lo scelgono per concedersi un caffè durante la giornata. “Ho iniziato il 5 luglio del 1980 quasi per caso – racconta Sergio a ilDolomiti.it -, avevo appena finito il servizio militare e mio padre ha trovato quest’occasione interessante. Io volevo andare a studiare ingegneria forestale, ma non ero sicurissimo e così nel frattempo mi sono dedicato a rimettere in sesto e gestire il bar con l’intenzione di cederlo dopo un po’. Alla fine l’ho ceduto ieri, dopo 41 anni”.

 

Da quegli anni la città è cambiata molto e con lei anche le persone e, di conseguenza, anche i loro gusti e le loro abitudini. Basti pensare che quando ho iniziato, se qualcuno ordinava cappuccino e brioche dopo mezzogiorno, lo si guardava strano, come se avesse chiesto qualcosa di impensabile. Inoltre non era ancora diffusa l’abitudine di pranzare fuori: tornavano quasi tutti a casa. Col passare del tempo invece sono aumentate le persone che decidevano di mangiare fuori e quindi ci siamo adattati, servendo alternative fresche, sempre con un occhio di riguardo alla freschezza e alla qualità delle materie prime. Può darsi che sia più difficile rispetto a servire insalate o panini preconfezionati, ma è stata una delle nostre carte vincenti”.

 

Sì, perché l’attenzione al cliente è sempre stata un punto centrale della gestione di Sergio. “È uno degli aspetti che amo di questo lavoro – spiega l’ormai ex gestore -. Mettersi nei panni del cliente e chiedersi cosa mi piacerebbe trovare in un bar, cosa vorrei dal servizio e così via è una delle parti più entusiasmanti e interessanti. Mi ci sono dedicato per la maggior parte della mia vita, cercando di curare ogni dettaglio per fornire ai clienti la miglior esperienza possibile. Ho cercato anche di aiutare chi ne aveva bisogno per quanto mi è stato possibile, senza guardare solo alle mie entrate. Dovrebbe essere una cosa normale, ma purtroppo non è da tutti”.  

 

“Comunque alla fine è andato tutto bene, penso di essere riuscito a dare ai miei clienti quello che volevano, a lasciare un bel ricordo della mia attività. Ne ho avuto la prova proprio in questi giorni, quando in tantissimi si sono stretti attorno a me e alla mia famiglia in questo momento così importante delle nostre vite. È stato un po’ come guardare una cartina tornasole del mio lavoro e sono felice di quello che ho visto”.

 

Per Sergio il bar non è stato solamente un luogo di lavoro, ma anche una seconda casa dove è nata e cresciuta la sua famiglia nel corso degli anni. Racconta: “Questo mestiere ti assorbe quasi completamente, finisci quasi a vivere nel tuo bar e quindi è inevitabile che sia presente in alcuni dei momenti più importanti della tua vita. Qui è dove ho conosciuto mia moglie: veniva spesso per usare il telefono, l’ho adocchiata e stiamo insieme da allora. Qui è dove le mie figlie sono cresciute, dove i miei le portavano per salutarmi quando le affidavo a loro. È diventato un punto d’appoggio per l’intera famiglia e parte integrante della nostra vita”.

 

Dopo tutto questo tempo ed esperienze sicuramente non è facile lasciar andare, ma era ormai arrivato il momento. “Fortunatamente non ho dovuto cedere l’attività per colpa del Covid come tanti colleghi – spiega Sergio -. La prima proposta l’ho ricevuta nel 2019, ma l’ho rifiutata perché non siamo riusciti a metterci d’accordo sulle condizioni. Da quel momento però la voce si dev’essere diffusa, perché ho ricevuto varie offerte, finché non ho ricevuto quest’ultima che mi ha convinto e ho deciso di sfruttare l’occasione per ritirarmi e dedicare più tempo ad altre mie passioni. Comunque non avevo intenzione di continuare ancora per molto: io non ho più vent’anni e le mie figlie ormai hanno scelto carriere diverse, era il momento giusto”.

 

“D’ora in poi mi dedicherò all’Associazione dei Pubblici Esercizi di cui sono uno dei soci fondatori – conclude -, per cercare di aiutare i miei colleghi, soprattutto in questo periodo di grandi difficoltà. Il mio bar comunque rimane in buone mani: l’ho ceduto a Daniel, un ragazzo giovane che ha tanta voglia di lavorare e crede nella ripartenza dopo la pandemia. Gli auguro di raggiungere le mie stesse soddisfazioni e sarò sempre disponibile per qualsiasi tipo di consiglio, come lui ben sa”.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 23 settembre 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
25 settembre - 13:16
Lo striscione intimidatorio è stato rivendicato dal Veneto Fronte Veneto Fronte Skinheads. La replica della Cgil: “Difendiamo la salute e il [...]
Cronaca
25 settembre - 12:59
L'incidente è avvenuto all'altezza della stazione di Marter (Roncegno Terme). Il corpo dell'animale preso in custodia dal corpo forestale. Notte [...]
Politica
25 settembre - 12:27
I cinque consiglieri del gruppo Verde regionale (fra cui Coppola e Zanella) hanno fatto sapere che restituiranno l’intera somma legata al [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato