''Mi è morta davanti agli occhi, era una bambina sana con una banale influenza. Febbre da meno di 2 giorni, rinite, tosse, episodi di vomito. Non era vaccinata''
Il pediatra di Pordenone Giorgio Cuffaro racconta quanto è importante vaccinarsi contro l'influenza ricordando un episodio terribile che gli era avvenuto con una bambina. Dallo spray nasale al vaccino tradizionale ecco come mettere in sicurezza i nostri bambini

PORDENONE. ''A gennaio 2024 mi è morta davanti gli occhi una bambina di 18 mesi, sana di base, per encefalite fulminante da influenza A + adenovirus (un virus talvolta “fastidioso” che, in associazione al primo, può causare veri e propri disastri). La bambina aveva febbre da meno di 2 giorni, rinite, tosse, alcuni episodi di vomito. Una “banale influenza”, insomma. Se fosse stata vaccinata si sarebbe salvata? Al 80% sì''. A parlare è il pediatra di Pordenone Giorgio Cuffaro professionista già attivo anche in una dozzina di reparti di pediatria in Veneto e Alto Adige che intende così sensibilizzare sull'importanza del vaccino antinfluenzale soprattutto nei bambini e nei pazienti fragili.
In particolare Cuffaro spiega i vantaggi del 𝒗𝒂𝒄𝒄𝒊𝒏𝒐 𝒊𝒏 𝒔𝒑𝒓𝒂𝒚 𝒏𝒂𝒔𝒂𝒍𝒆, ''un vaccino vivo attenuato, trivalente, contenente 3 ceppi di virus vivi ma appositamente indeboliti - spiega - per sviluppare una infezione blanda nelle prime vie respiratorie, consentendo la stimolazione del sistema immunitario. Mal che vada si sviluppa un lieve raffreddore. I 3 ceppi autorizzati per l’inverno 2026-2027 sono 2 di influenza tipo A (H1N1 e H3N2) e 1 di tipo B (Victoria). È indicato dai 2 anni ai 18 anni''.
Una modalità, quella del vaccino in spray nasale, che ''potrebbe essere controindicato in bambini con importante ipertrofia delle adenoidi ma teniamo a mente che oltre il 50% dei bambini in età pre-scolare, ha le adenoidi ipertrofiche. È controindicato in caso di asma severa. È inoltre controindicato in caso di conviventi con immunodepressione severa. Nei bimbi con più di 9 anni è sufficiente una sola dose di vaccino mentre, per i bambini con meno di 9 anni mai vaccinati in precedenza, si raccomandano due dosi da somministrare a distanza di almeno quattro settimane dalla precedente''.
Quindi l'analisi sul 𝒗𝒂𝒄𝒄𝒊𝒏𝒐 𝒕𝒓𝒂𝒅𝒊𝒛𝒊𝒐𝒏𝒂𝒍𝒆, iniettivo, quest’anno trivalente: ''Contiene 3 ceppi virali preventivamente frammentati (e quindi uccisi e incapaci di sviluppare infezione ma in grado ugualmente di stimolare il sistema immunitario), e viene somministrato per via intramuscolo. Questo tipo di vaccino può essere somministrato dai 6 mesi di vita (prima non è indicato in quanto non in grado di sviluppare una adeguata risposta immunitaria) in poi. Nei bambini che lo facessero per la prima volta e allo scopo di conferire una buona protezione, sono anche qui previste 2 dosi a distanza di circa 1 mese una dall’altra''.
Perché vaccinarsi con l'antinfluenzale? ''Perché la vaccinazione antinfluenzale, sia iniettiva che in spray nasale riduce del 75% il rischio per i bambini di contrarre un’influenza severa; riduce della metà il rischio di ricovero e il ricorso alla visita pediatrica per sintomatologia correlata; riduce del 80% il rischio, seppur raro, di morte per influenza''. E l’influenza non è una infezione da sottovalutare. ''Sebbene i decessi per influenza difficilmente finiscano sui giornali - prosegue il pediatra - ogni anno, si verificano anche in Italia. Anche in bambini sani. Nella circa metà dei casi''.
Un esempio? ''A gennaio 2024 mi è morta davanti gli occhi una bambina di 18 mesi - racconta ancora Cuffaro - sana di base, per encefalite fulminante da influenza A + adenovirus (un virus talvolta “fastidioso” che, in associazione al primo, può causare veri e propri disastri). La bambina aveva febbre da meno di 2 giorni, rinite, tosse, alcuni episodi di vomito. Una “banale influenza”, insomma. Aveva assunto la cena verso le 19:00, poi vomitata. Arrivata in pronto soccorso alle 20:30 circa in stato soporoso, nonostante la stabilizzazione e le terapie del caso, dopo un paio d’ore è andata in arresto respiratorio prima, in arresto cardiaco poi. A nulla sono valse tutte le manovre effettuate da un pediatra (io), 3 anestesisti, medico di pronto soccorso, infermieri. Se fosse stata vaccinata si sarebbe salvata? Al 80% sì. Cosa possiamo fare per prevenire le complicanze da infezioni prevenibili con le vaccinazioni, e non solo l’influenza? I miei 5 figli, età 4-11 anni, sono tutti vaccinati''.














