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Bolzano
22 agosto | 09:13

Bimba di 4 anni muore di difterite, Sicilia maglia nera no-vax ma l'Alto Adige segue a ruota. ''Non vaccinare i figli è da incoscienti e irresponsabili''

La tragedia di una bambina di 4 anni i cui genitori avevano deciso di non farle il vaccino esavalente svela ancora una volta la crepa della prevenzione: la provincia autonoma è la seconda peggiore d'Italia. Bassetti: ''Un bambino in Italia nel 2026 non può morire così''

Bimba di 4 anni muore di difterite, Sicilia maglia nera no-vax ma l'Alto Adige segue a ruota

BOLZANO. Una bambina di 4 anni muore di difterite a Palermo. Prima vittima italiana in oltre trent'anni per una malattia che sembrava archiviata nei libri di storia della medicina grazie all'invenzione di un vaccino che risale al 1923. E mentre la Sicilia si guadagna i titoli di tutti i giornali nazionali, la mente non può che andare all'Alto Adige, da tempo immemore nota come enclave no-vax.

 

Perché nella classifica delle regioni meno vaccinate contro la difterite, la Sicilia è prima, con l'85,13% di copertura. E subito dopo, seconda peggiore in tutta Italia, c'è Bolzano. Con l'87,09%.

 

I numeri, quelli veri, raccontano una storia che nella provincia autonoma si conosce fin troppo bene. Se ne era parlato giusto il 10 luglio scorso, quando il monitoraggio nazionale sui Livelli Essenziali di Assistenza (i LEA) aveva già certificato l'”anomalia”: Provincia promossa su assistenza distrettuale (83 punti) e ospedaliera (64), bocciata senza appello sulla prevenzione, ferma a 59 punti contro una soglia di sufficienza fissata a 60.

 

Un crollo della provincia in questa classifica che è dovuto "in particolare al movimento no vax, molto presente nelle vallate dell'Alto Adige". Quelli che c'erano anche prima del Covid. Quelli che esistevano anche quando le parole "no-vax" praticamente non esistevano. 

 

La stessa Azienda Sanitaria, del resto, non fa mistero della "limitata adesione alle vaccinazioni" sul territorio, quando le viene chiesto di spiegare il dato.

 

Sugli antigeni, il confronto è ancora più impietoso: 87,11% di copertura contro la polio a Bolzano, contro il 95,38% di Trento; 90,22% per il morbillo, contro il 95,65% trentino.

 

A luglio 2025 l'Alto Adige risultava già fanalino di coda in Italia per copertura vaccinale complessiva: 80% contro il 95% nazionale. Da lì era nato il portale "Vaccinarsi in Alto Adige", pensato per contrastare la disinformazione con dati verificati.

 

Un anno dopo, il divario non si è chiuso. È rimasto lì, immobile, come una crepa che nessuno ha ancora capito come riparare davvero. Perché non c'è nulla da fare.

 

E a dirlo sono altri dati. Ricordiamo che i due partiti, dichiaratamente no-vax, JWA e Vita, alle ultime elezioni provinciali hanno preso rispettivamente 16.597 voti e 7.223 voti.

 

Poi c'è Palermo, dove a morire è stata una bimba di 4 anni che ha perso la vita la notte tra il 19 e il 20 agosto all'ospedale dei Bambini "Di Cristina". Non era vaccinata: i genitori, secondo quanto ricostruito, avrebbero rifiutato il vaccino esavalente per il timore che potesse causare l'autismo, sulla scia di un caso già presente in famiglia.

 

Febbre, vomito, inappetenza: i primi sintomi, comparsi il 13 agosto, erano stati scambiati per una tonsillite. Nessuno, si presume, aveva pensato alla difterite, visto che la stessa è stata debellata tre decenni fa. Poi il crollo, rapido: intubazione, terapia intensiva, il disperato tentativo di ripulire il sangue dalla tossina con Ecmo ed emodialisi. Non è bastato. Il cuginetto di 4 anni, ricoverato con gli stessi sintomi, se l'è cavata: aveva fatto il primo ciclo vaccinale.

 

La Procura di Palermo ha aperto un'inchiesta, disposto l'autopsia, sequestrato le cartelle cliniche. Il direttore sanitario dell'ospedale Civico, Domenico Cipolla, ha parlato di una battaglia persa nonostante ogni tentativo.

 

L'infettivologo Matteo Bassetti non ha usato mezzi termini: "Nel 2026 non può esistere che un bambino muoia così". Più cauto il virologo Fabrizio Pregliasco, che invita a non trasformare un caso isolato in allarme epidemia, chiedendo però di ricostruire con attenzione la catena di contatti.

 

“Il vaccino contro la difterite è incluso nel vaccino esavalente, somministrato nei primi mesi di vita con successivi richiami. In Italia il vaccino è obbligatorio – ricorda invece la dottoressa Alice Rotelli, divulgatrice scientifica - La vaccinazione ha fatto quasi scomparire la malattia nei Paesi con alta copertura vaccinale, tuttavia, quando le coperture diminuiscono, la difterite può tornare a circolare, perché il batterio continua a essere presente in alcune aree del mondo. Questa vicenda – conclude la dottoressa - ricorda che alcune malattie oggi considerate "del passato" non sono del tutto scomparse: sono diventate rare perché i vaccini continuano a proteggerci. Non vaccinare i propri figli a causa di convinzioni personali antiscientifiche è da incoscienti e irresponsabili. E a farne le spese sono bambini innocenti”.

 

Intanto, anche l'Istituto Superiore di Sanità si trova a dover ribadire concetti già ampiamente espressi: "La presenza di una possibile associazione causale tra vaccinazioni e autismo è stata estensivamente studiata e ben 57 studi hanno escluso una correlazione - scrive in una nota ufficiale - L’ipotesi che la vaccinazione antimorbillo-parotite e rosolia (MPR) in particolare possa essere associata ad autismo è stata sollevata negli anni Novanta da uno studio inglese pubblicato nel 1998 su The Lancet. L’ipotesi è stata successivamente valutata da numerosi studi condotti sia in Europa che negli Usa, ma nessuno di questi ha confermato che possa esserci una relazione causale tra vaccino MPR e autismo. Gli stessi autori dello studio inglese hanno successivamente ritirato le loro conclusioni e nel 2010 la rivista The Lancet, ha formalmente ritirato tale articolo". 

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