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Bolzano
21 febbraio | 09:46

E' morto il piccolo Domenico: ''Ora è finita''. Spente le macchine che tenevano in vita il bimbo di 2 anni vittima di un trapianto di cuore tutto sbagliato

di Redazione

NAPOLI. "È finita”. Con queste parole rilasciate a La Repubblica l’avvocato della famiglia comunica la morte del piccolo Domenico il bimbo di 2 anni vittima di un terribile caso di malasanità che lo ha visto trapiantato di un cuore che era già compromesso. 

 

È dunque finita. Le macchine che lo tenevano in vita dopo il terribile errore umano compiuto durante la fase di innesto del cuore (su chi ha sbagliato, di più, di meno, come e quanto saranno i magistrati e gli organi inquirenti a fare chiarezza) sono, quindi, state spente come da richiesta di mamma Patrizia. La mamma, che non ha mai smesso di lottare, infatti, ieri alla notizia che il piccolo non sarebbe stato operabile una seconda volta ha dato l'ok a ''lasciar andare il bimbo''. Oggi ripete che ''quello che è successo a Domenico non dovrà essere dimenticato". E attraverso il suo avvocato Patrizia ha comunicato che pensa di istituire una fondazione a nome del figlio per aiutare le vittime della colpa medica e i bambini che non possono essere trapiantati.

 

Al capezzale, nel reparto di terapia intensiva in cardiochirurgia, il cardinale di Napoli, Mimmo Battaglia, per l’estrema unzione al bambino. C’è anche il cappellano dell'ospedale Monaldi, padre Alfredo Tortorella: "Per stare vicino alla famiglia in questo momento di dolore".

 

Sulla vicenda restano aperte indagini e procedure di approfondimento di vario tipo. La vicenda ruota attorno a un errore tecnico tanto banale quanto fatale: l’utilizzo di ghiaccio secco o azoto liquido nel contenitore di trasporto al posto del normale ghiaccio tritato sterile.

 

Questa scelta ha fatto crollare la temperatura del cuore espiantato fino a -80 o addirittura -196 gradi, "congelando" i tessuti invece di mantenerli ai 4 gradi previsti dai rigidi protocolli internazionali.

 

Il cuore del piccolo donatore di 4 anni, che avrebbe dovuto salvare un bimbo di due anni e tre mesi affetto da una grave cardiomiopatia, è stato letteralmente bruciato dal gelo durante il tragitto verso Napoli.

 

L'assessore alla Sanità altoatesina Hubert Messner e l'Azienda Sanitaria locale avevano blindato da subito l’operato dell’ospedale di Bolzano, precisando che le infrastrutture locali sono state solo messe a disposizione di medici venuti Napoli, ai quali spettava l'intera gestione del protocollo di conservazione.

 

Il ministero della Salute ha già disposto l’invio di ispettori all’ospedale di Bolzano che dovranno fare ulteriore chiarezza sulla vicenda. 

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