Meningite: allarme dal Regno Unito e l’Italia alza la guardia. A Trento vaccinazioni all'83%, Alto Adige in ritardo. I pediatri: “Il vaccino è l'arma più importante"
Secondo l’annuale report del Ministero pubblicato alla fine del 2025 e che analizza l’andamento delle coperture vaccinali in età pediatrica in Trentino contro la forma meningococcica B la vaccinazione ha raggiunto una copertura dell'83,83% mentre in Alto Adige, purtroppo, il livello supera di appena il 56%. L'Associazione Italiana Pediatri: "I soggetti più a rischio sono i bambini nel primo anno di vita e gli adolescenti due fasce molto diverse ma entrambe vulnerabili: i più piccoli per l’immaturità del sistema immunitario, i più grandi per le maggiori occasioni di trasmissione legate alla vita sociale"

TRENTO. E' allarme nel Regno Unito per la diffusione della meningite. Secondo le ultime informazioni i casi nel Kent sono 29 e si registrano almeno due decessi. I numeri, purtroppo negli ultimi giorni sono in continuo aumento.
Secondo le analisi effettuate in laboratorio la maggior parte dei casi sono del sierotipo B della meningite. L’Agenzia per la Sicurezza Sanitaria del Regno Unito continua a indagare e sono in corso le vaccinazioni per la popolazione.
“Continuiamo a rimanere vigili per nuovi casi e lavoriamo a stretto contatto con le autorità locali in tutto il paese per garantire che sia attiva una sorveglianza rafforzata. Eventuali nuovi casi verranno identificati rapidamente e gestiti di conseguenza. È rassicurante vedere così tanti giovani presentarsi per le vaccinazioni” ha spiegato in una nota il dottor Ben Rush, consulente per il controllo delle malattie trasmissibili dell'Agenzia per la sicurezza sanitaria.
La meningite è un’infiammazione dei tessuti che avvolgono cervello e midollo spinale. Esistono diverse forme: quella batterica, pur meno frequente, è la più grave. La meningite può essere causata da virus, batteri o funghi.
L'attenzione è molto alta anche in Italia. Il Ministero della Salute ha mandato una nota informativa alle Regioni e Province autonome per rafforzare le attività di sorveglianza e garantire la tempestiva individuazione di eventuali casi sospetti, in particolare tra persone con recente viaggio nel Regno Unito.
La meningite meningococcica è un’infezione batterica invasiva che può manifestarsi e progredire molto rapidamente, anche nell’arco di poche ore. I sintomi iniziali possono essere aspecifici, come febbre e malessere, rendendo difficile un riconoscimento tempestivo; tuttavia, l’evoluzione può portare a quadri clinici severi, con sepsi, danni neurologici permanenti o morte.
La buona notizia è che esiste un vaccino efficace. In Italia la vaccinazione contro il meningococco B è offerta gratuitamente nel primo anno di vita, garantendo una protezione precoce nei soggetti più fragili. Per gli adolescenti, invece, l’offerta varia da Regione a Regione.
Secondo l’annuale report del Ministero pubblicato alla fine del 2025 e che analizza l’andamento delle coperture vaccinali in età pediatrica, nel 2024 la copertura nei confronti del meningococco B si attesta al 79,44%. La vaccinazione è diffusa ma non ancora sufficiente.
In Trentino contro la forma meningococcica B la vaccinazione ha raggiunto una copertura dell'83,83% mentre in Alto Adige, purtroppo, il livello supera di appena il 56% diventando, secondo i dati 2024, la seconda zona d'Italia dopo la Campania ( che si ferma a circa il 50%) con la copertura più bassa.

Ad intervenire nelle scorse ore è stata anche l'Associazione Italiana di Pediatria. “Il recente focolaio di meningite meningococcica B nel Regno Unito, che ha coinvolto studenti e causato anche decessi, conferma ancora una volta che il vaccino è la più importante arma che abbiamo contro una malattia infettiva che può avere esiti fatali o gravemente invalidanti” ha affermato il presidente Rino Agostiniani.
I soggetti più a rischio sono i bambini nel primo anno di vita e gli adolescenti due fasce molto diverse ma entrambe vulnerabili: i più piccoli per l’immaturità del sistema immunitario, i più grandi per le maggiori occasioni di trasmissione legate alla vita sociale.
Ai genitori e agli adolescenti si raccomanda di verificare e completare il proprio percorso vaccinale. “Proprio in questa fascia d’età si concentra una maggiore esposizione al rischio, legata alla vita di comunità, alla socialità e ai contatti ravvicinati. Per questo è fondamentale controllare lo stato vaccinale e promuovere il completamento dei cicli e delle vaccinazioni raccomandate. La prevenzione non si esaurisce nei primi anni di vita, ma deve accompagnare tutto il percorso di crescita,” aggiunge Agostiniani.
Il caso britannico evidenzia inoltre i rischi legati alla disinformazione: “Mettere in dubbio l’efficacia e la sicurezza dei vaccini significa aumentare concretamente l’esposizione a malattie gravi ma prevenibili. La diffusione di informazioni scorrette, insieme alla scarsa consapevolezza del rischio e alla mancata aderenza alle tempistiche del Calendario vaccinale, riduce l’adesione vaccinale, creando sacche di suscettibilità, con conseguenze reali sulla salute pubblica. È fondamentale affidarsi a fonti scientifiche autorevoli e rafforzare una comunicazione chiara, basata su evidenze”.












