Coperture vaccinali dei bambini in calo? Ecco i dati. Preoccupano Pneumococco e Meningococco B, Zuccali: “Presto tre vaccinazioni assieme, diverse dimenticanze”
I campanelli d'allarme in Trentino per quanto riguarda il livello delle vaccinazioni non mancano nonostante l'attenzione sia, fortunatamente, ancora molto alta, ben al di sopra delle continue spinte no vax che cercano di delegittimare i risultati ottenuti grazie alla vaccinazione. Il tasso di copertura a 24 mesi di vita per la vaccinazione pneumococcica è del 90,5% (-1,6% rispetto alla coorte di nascita precedente). La vaccinazione antimeningococco B per la coorte 2022 ha registrato invece una copertura vaccinale di solo 83,8%

TRENTO. La pandemia è terminata da ormai qualche anno ma purtroppo la battaglia portata avanti da alcuni gruppi di persone nei confronti dei vaccini prosegue senza sosta. Si fa sempre più forte lo scontro sull'obbligo vaccinale, contro l'importanza dei vaccini per i bambini che, numeri alla mano, hanno permesso di fermare negli ultimi anni vere e proprie epidemie.
Il tema è tornato di attualità nei giorni scorsi quando la Lega, con il senatore Claudio Borghi da sempre critico con la legge Lorenzin che estese le vaccinazioni obbligatorie per i minori di 16 anni, ha rilanciato l'idea di cancellare questo obbligo.
Una proposta rifatta sull’onda delle polemiche e delle critiche da parte della comunità scientifica, delle opposizioni e di parte della maggioranza per l’inserimento nella lista dei componenti di Eugenio Serravalle e Paolo Bellavite che in passato, come riportato da diverse testate nazionali, avevano criticato le politiche vaccinali.
Polemiche che nelle scorse settimane hanno portato il ministro Schillaci ad azzerare tutto il comitato. Sta di fatto che il tema è tornato a far discutere e proprio nei prossimi giorni il dottor Eugenio Serravalle è previsto tra i relatori (in remoto) di un convegno organizzato in regione dal titolo: “Vaccinazioni pediatriche: conoscere e approfondire per una scelta consapevole”.
I campanelli d'allarme in Trentino per quanto riguarda il livello delle vaccinazioni non mancano nonostante l'attenzione sia, fortunatamente, ancora molto alta, ben al di sopra delle continue spinte no vax che cercano di delegittimare i risultati ottenuti grazie alla vaccinazione. L'ultimo report sul monitoraggio delle coperture vaccinali elaborato dall'Apss fotografa un Trentino che tiene alta la guardia sui vaccini obbligatori per i più piccoli, ma che inciampa quando si parla di adolescenti e anziani. Se le coperture per polio e morbillo nei bambini raggiungono e superano il 95%, resta purtroppo ancora basso il dato sull’Hpv.
Se prendiamo in considerazione i dati sulle coperture vaccinali dell'infanzia e dell'adolescenza possiamo dire che gli operatori sanitari hanno giocato un ruolo determinante nel promuovere l’adesione alle campagne vaccinali.
Nello specifico, per le coorti di nascita 2022, 2021 e 2020 rispettivamente a 24 mesi, a 36 mesi e a 48 mesi è stata raggiunta e superata la soglia del 95% per le vaccinazioni obbligatorie. Un obiettivo importante fissato a livello nazionale per garantire la protezione individuale e assicurare l’immunità di popolazione.
Le coperture vaccinali per polio, difterite, tetano, pertosse, epatite B, emofilo contenute nell’Esavalente raggiungono per la coorte del 2022 un valore pari al 95,4%, in calo rispetto al 96% dello scorso anno. Male la copertura vaccinale per Rotavirus che fa registrare una flessione rispetto all’anno precedente raggiungendo il 65,6% per la coorte 2022 (75,2% per la coorte del 2021).

Una flessione dello 0,4% si è registrata anche per morbillo, parotite, rosolia (95,7%) e per varicella (95,1%) rispetto all’anno precedente, mantenendosi comunque al di sopra della soglia raccomandata del 95%.
Diversa, invece, la situazione della copertura vaccinale per pneumococco e meningococco. Il tasso di copertura a 24 mesi di vita per la vaccinazione pneumococcica è del 90,5% (-1,6% rispetto alla coorte di nascita precedente). La vaccinazione antimeningococco B per la coorte 2022 ha registrato invece una copertura vaccinale di solo 83,8%.
I dati mostrano, purtroppo, una tendenza leggermente in calo delle adesioni vaccinali rispetto all'anno precedente ma, spiega la dottoressa Maria Grazia Zuccali, direttrice dell'Unità operativa di igiene e sanità, “Si tratta di numeri davvero piccoli” e spesso spiegabili con ritardi e dimenticanze.
Dottoressa Zuccali, guardando l'ultimo report sulle coperture vaccinali in Trentino, si può notare una tendenza in calo delle adesioni. È così?
Quando noi parliamo della nostra realtà piccola, basta un ritardo nelle vaccinazioni in alcuni bambini o la mancata adesione di pochi per avere un abbassamento della percentuale di vaccinati.
Parliamo di circa 4 mila bambini sulla coorte di nascita del 2022 su cui abbiamo calcolato le coperture vaccinali. Sembrano, insomma, oscillazioni grandi ma si riferiscono a numeri piccoli.
Nella copertura vaccinale per il Rotavirus si registra una grossa diminuzione. Come mai?
La spiegazione è nel cambio di vaccino che è stato fatto. Nell'ultimo anno abbiamo usato un vaccino che prevede la somministrazione di tre dosi, invece di due dosi del vaccino precedente. Questo accesso aggiuntivo e la necessità di terminare la somministrazione delle tre dosi entro un determinato periodo sono due vincoli che hanno portato a un calo delle adesioni.
Per il pneumococco e meningococco non raggiungiamo la copertura obiettivo del 95%.
Di recente abbiamo avuto un aggiornamento del calendario vaccinale con il quale è stato deliberato, nell'ottica di migliorare le coperture, di accorpare la vaccinazione del meningococco B con le altre vaccinazioni.
Attualmente quest'ultima vaccinazione viene fatta in una seduta separata rispetto all’esavalente e al pneumococco e questo comporta per i bambini e le loro famiglie tre accessi in più vaccinali e anche in questo caso ci sono dimenticanze, perdita di appuntamenti oppure i bambini si ammalano e saltano il loro turno. Da qui i dieci punti di copertura in difetto.
E cosa si è deciso?
Assieme alle altre regioni abbiamo previsto un aggiornamento del calendario vaccinale che prevede l'offerta della vaccinazione per il meningococco nella stessa seduta dell’esavalente e del pneumococco. Ci saranno quindi tre vaccinazioni nella stessa seduta e tutto questo inizierà nei prossimi mesi, dobbiamo vedere la risposta che arriverà dalle famiglie. Sicuramente dal punto di vista della sicurezza e dell'insorgenza di effetti collaterali non cambia nulla.
La copertura cambia a livello territoriale. In Trentino quali sono le zone con i valori più bassi?
Secondo l'ultimo report che abbiamo elaborato abbiamo la Val di Sole dove però il dato che abbiamo raccolto, essendo davvero numeri molto bassi di bambini, non ci convince. Bastano, infatti, numeri bassi per avere variazioni percentuali importanti.
C'è poi la Val di Fiemme, in questo caso sappiamo che esiste qualche resistenza da tempo. C'è, inoltre, una zona di confine con Bolzano dove ci sono problemi grossi con le vaccinazioni e possono esserci delle influenze.
E infine c'è Trento dove però i valori bassi potrebbero essere riconducibili perlopiù a dimenticanze o ritardi nelle vaccinazioni. Se consideriamo, per esempio, il vaccino per Hpv nei 12enni, molti genitori ritengono i propri figli troppo piccoli e già a 15 anni le coperture sono maggiori.
Lei ritiene che l'obbligo vaccinale debba essere tolto?
Con l'obbligo vaccinale i bambini non possono entrare all'asilo nido e alla scuola materna ma viene salvaguardata la frequenza alla scuola elementare e quindi alla scuola dell'obbligo. Il bambino non vaccinato a scuola ci va a 6 anni, con l'accortezza da parte della scuola di non permettere più di due bambini nella stessa classe per evitare focolai epidemici se succedesse qualcosa.
Io credo che nessuno di noi sia contento di essere obbligato a un trattamento sanitario. L'obbligo contrasta con la prevenzione. Sarebbe invece auspicabile che le famiglie fossero convinte della bontà dei vaccini e della necessità per la salute dei loro figli.
Con dati alla mano possiamo dire che la legge dell'obbligo ha garantito in Italia il miglioramento delle coperture vaccinali e il raggiungimento in tante regioni del 95% di copertura. Questo ha ridotto, per esempio, le epidemie di morbillo che avevamo in passato. Non si può quindi negare che un risultato importante c'è stato.
Un miglioramento delle conoscenze della popolazione rispetto alla prevenzione sarebbe però auspicabile. Questo servirebbe per favorire scelte consapevoli nella direzione del preservare la salute dei piccoli e anche dei grandi.













