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Belluno
10 gennaio | 06:44

A Natale influenza in calo con la chiusura delle scuole, ma l’Ulss invita alla vaccinazione, specie negli anziani. Bene il virus sinciziale: coperti 8 neonati su 10

Finite le vacanze natalizie, l’Ulss 1 Dolomiti fa il punto su com’è andato questo periodo anche sul fronte dei ricoveri ospedalieri, in netto aumento, e dell’influenza. La curva è in calo, ma l’azienda sanitaria ribadisce l'importanza della vaccinazione - con il territorio provinciale sotto la media del Veneto. Infine, un buon auspicio per il 2026 con i nuovi nati

BELLUNO. Il periodo natalizio dell’Ulss 1 Dolomiti chiude con un aumento in fatto di chiamate e interventi Suem. Oltre ai traumi, hanno inciso molto, come prevedibile, i casi di influenza, anche se i dati mostrano già l’inizio di un calo dovuto perlopiù alla chiusura delle scuole. Si attende quindi ora di vedere come procederà la curva delle infezioni.

 

Terminato il periodo festivo, l’Ulss 1 Dolomiti ha infatti rilasciato i dati su 15 giorni definiti di “intenso lavoro”, visto l’aumento delle chiamate al Suem e degli accessi nei punti di pronto soccorso della provincia (qui i dati). Anche sul fronte ricoveri il carico di lavoro non si è fatto attendere: sempre per il periodo dal 24 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026, infatti, ci sono stati diversi picchi ben oltre la media annuale. Nello specifico, la presenza negli ospedali si è aggirata attorno alle 500 persone ricoverate, quando solitamente si va dalle 400 alle 450 - e con punte di 509 (20 dicembre) e 516 (7 gennaio).

 

A pesare sui numeri è chiaramente l’influenza. Finora, a livello regionale il picco si è registrato nella 52° settimana (dal 15 al 21 dicembre), poi è iniziato un calo dovuto probabilmente, come si diceva, alla chiusura delle scuole. Guardando infatti ai dati per classi di età, è evidente la netta diminuzione soprattutto nelle fasce 0-4 e 5-14.

 

Ma come sta andando rispetto agli altri anni? L’andamento è simile a quello di due anni fa, mentre lo scorso il picco era avvenuto più tardi, a febbraio. Rimane comunque prevalente il virus dell’influenza (83,4% dei casi), seguito dal virus respiratorio sinciziale (7,5%), il rhinovirus (3,8%) e una presenza ancora di Covid (1,4%).

 

"L'influenza l’ha fatta un po’ da padrone in questo periodo natalizio, soprattutto per i nostri residenti. Nonostante infatti le oltre 35mila persone vaccinate - specifica Giuseppe Dal Ben, commissario Ulss 1 Dolomiti - abbiamo avuto un picco a fine anno con 3.500 casi, che ci hanno dato molto da fare soprattutto per le complicanze respiratorie. Insistiamo perciò ancora sull’importanza della vaccinazione, per la quale i dati sono buoni ma non possiamo dirci contenti: vorremmo fosse più diffusa, visto soprattutto che, ad esempio nel caso del virus sinciziale, le somministrazioni si traducono in un forte calo degli accessi per polmoniti”.

 

Vediamo allora anche qui i numeri. Nel territorio provinciale sono 35.498 i soggetti vaccinati finora, e tra gli over 65 il tasso di copertura è al 45,7% (48,1% in Veneto). Anche per il Covid siamo sotto la media regionale, ma di pochissimo: se in Veneto si è vaccinato il 4,7% degli over 65, nel Bellunese siamo al 4,6% - e qui il totale di vaccinati, tra tutte le classi di età, è di 3.545.

 

Va meglio invece la campagna contro il virus sinciziale, con oltre 8 neonati su 10 coperti. In questo caso non si tratta di una vaccinazione, ma della somministrazione di un anticorpo monoclonale: per i nati dal 1 aprile 2025, siamo a 719 dosi somministrate e il tasso di copertura è all’81,4% (83,2% in Veneto). “È davvero importante - specifica Dal Ben - perché risparmia molti ricoveri, che possono portare a situazioni pesanti per il neonato. Rimane comunque un 20% che non aderisce: non è poco, ma raggiungere il totale è difficile essendo l’adesione volontaria. Possiamo comunque considerare la campagna, iniziata lo scorso anno, un successo”.

 

Un buon auspicio: i nuovi nati del 2025

 

Chiudiamo infine con i nuovi nati, come buon auspicio per il 2026. Il periodo natalizio ha infatti portato 18 bambini a Belluno e 26 a Feltre, chiudendo l’anno rispettivamente con 466 e 716 nascite. “C’è stato un calo nell’anno, circa 50 in meno rispetto al 2024: speriamo quindi - conclude Dal Ben - si recuperi nel nuovo, anche grazie alle numerose iniziative che mettiamo in atto per raccontare il parto nei nostri punti nascita”.

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