Polemica per l'apertura delle scuole a luglio, la Cisl: "Tenuti all'oscuro nonostante gli incontri: qual è il progetto? Perché non si può coinvolgere il terzo settore?"
La segretaria della Cisl Scuola, Monica Bolognani: "A oggi non abbiamo ancora ricevuto il testo della legge collegata alla finanziaria. Non approviamo invece la modalità con cui procede questa amministrazione provinciale, senza un reale coinvolgimento delle parti interessate, l'abbiamo sperimentato con l’apertura dell’11simo mese nella scuola dell’infanzia, lo stiamo sperimentando con la proposta del Ddl sulla carriera dei docenti, questo modus operandi alimenta un sentimento di sfiducia verso il decisore politico"

TRENTO. L'apertura a luglio delle scuole dell'infanzia alza subito la tensione tra Provincia e sindacati. Un decisione di proseguire in questa direzione da parte di piazza Dante che viene vissuta con amarezza dalle parti sociali.
La scelta di tenere aperti gli istituti sul territorio per 11 mesi era stata presa in epoca Covid con l'assessore Mirko Bisesti (Lega), una sperimentazione - nonostante le polemiche e le prese di posizione - più volte confermata. Nulla è cambiato con il cambio di assessorato e il passaggio della competenza a Francesca Gerosa (Fratelli d'Italia) con la nuova legislatura.
L'esponente del partito di Giorgia Meloni in Trentino aveva confermato l'apertura per l'estate 2025 con l'intenzione però di avviare un approfondimento della questione e analizzare la situazione prima di ulteriori decisioni. I dati, per la Provincia, sanciscono la bontà della scelta: si è passati da una frequenza media di 5.614 bambini nel 2022 a 7.943 iscrizioni nel 2024.
"C'è un costante incremento della fruizione da parte delle famiglie. Nel 2025 abbiamo inserito la conferma dell’iscrizione per settimane per capire la distribuzione sul periodo", le parole di Gerosa in Aula. "Anche per il 2026 è prevista una corresponsabilità da parte delle famiglie, qualora iscrivano il minore a una qualsiasi settimana e poi non lo facciano, fatto salvi i casi di malattia". Una manovra che comporta una spesa di circa 2 milioni e mezzo (Qui articolo).
Una riconferma dell'undicesimo mese che si traduce in tensione con i sindacati. "Conciliare gli impegni familiari con l’attività lavorativa è un’opportunità che, in una società evoluta, dovrebbe interessare tutte le lavoratrici e i lavoratori, anche appartenenti al personale scolastico", le parole di Monica Bolognani, segretaria della Cisl Scuola. "Non è una novità per la scuola, in estate, ospitare attività ricreative organizzate dal terzo settore".
Il riferimento va al Piano estate. "Un'organizzazione che esiste già da anni e che interessa gli istituti scolastici con un'adesione spontanea con le deliberazioni degli organismi scolastici: Collegio docenti e Consiglio dell’Istituzione scolastica", aggiunge Bolognani. "Tutto questo rientra in una programmazione annuale che tiene conto anche degli organici di chi in estate continua a lavorare nella scuola, cioè, il personale Ata che in questo periodo si turna nella fruizione delle ferie e si dedica alla manutenzione degli ambienti e delle attrezzature scolastiche, oltre che alle procedure amministrative".
La Cisl contesta il metodo e il modo con i sindacati che sarebbero stati tenuti all'oscuro fino a questo momento e alla discussione della manovra di bilancio provinciale. "Ci chiediamo quale sia il progetto del presidente Fugatti, giacché nulla ci è stato anticipato nell’incontro di lunedì 27 ottobre con l’assessora all’istruzione", evidenzia Bolognani. "A oggi aspettiamo ancora il testo della legge collegata alla finanziaria. Raccogliamo grande amarezza dal mondo della scuola dell’infanzia perché con questo percorso la Provincia pare demarcare definitivamente il confine tra personale di serie A e personale di serie B".
Le parti sociali avevano chiesto di coinvolgere di più per il mese di luglio la componente del terzo settore ma "ci è stato risposto che il comparto non sarebbe stato in grado di soddisfare le richieste delle famiglie: ora è possibile? Chiediamo che si estenda questa possibilità anche ai bambini dai 3 ai 6 anni perché hanno diritto, tanto quanto gli studenti degli istituti comprensivi, di giocare e fare esperienze diverse".
Troppe le incertezze per le parti sociali. "La richiesta è di essere prontamente informati nel dettaglio della proposta e di essere ascoltati. Dobbiamo capire se sia previsto il coinvolgimento del personale scolastico in servizio in estate e con quale impegno e, nel caso la risposta fosse affermativa, se sia previsto dell’organico aggiuntivo visti i noti problemi legati alla sua carenza, aspetto più volte denunciato dal nostro sindacato".
La scuola è "un luogo di socializzazione oltre che di studio", continua Bolognani. "E' un bene favorire momenti ricreativi nei quali bambini e bambine, ragazzi e ragazze possono incontrarsi e superare l’isolamento sociale causato anche dall’uso frequente dei cellulari, per questo Cisl Scuola non è contraria all’apertura degli edifici scolastici in estate".
Per la scuola è un momento complesso e non è l'unico terreno di polemica con i sindacati che chiedono risposte e attenzione ma anche che vogliono restare fuori da scontri politici (Qui articolo). "Non approviamo invece la modalità con cui procede questa amministrazione provinciale, senza un reale coinvolgimento delle parti interessate, l'abbiamo sperimentato con l’apertura dell’11simo mese nella scuola dell’infanzia, lo stiamo sperimentando con la proposta del Ddl sulla carriera dei docenti, questo modus operandi alimenta un sentimento di sfiducia verso il decisore politico e, come abbiamo visto in alcuni casi, influisce sulla coesione sociale contrapponendo, seppur non intenzionalmente, le esigenze delle famiglie alle esigenze del personale della scuola", conclude Bolognani.












