Influenza, già alcuni casi alle scuole elementari. La pediatra: “C'è ancora tempo per vaccinarsi, fondamentale proteggere bambini e famiglie dall’ondata invernale”
La campagna di vaccinazione nella nostra provincia prosegue a ritmo serrato: è possibile vaccinarsi nei centri vaccinali di Apss (prenotazione al CUP online o tramite TreC+) o dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta. Dall’inizio della campagna le somministrazioni sono state circa 80 mila

TRENTO. I primi casi di influenza sono già arrivati nelle scuole elementari, "colpendo soprattutto bambini non vaccinati e mettendo in evidenza come i virus influenzali abbiano iniziato a circolare". A confermarlo è la pediatra Lorena Filippi che in questi giorni sta registrando alcuni tamponi positivi.
“La situazione è abbastanza tranquilla” ci spiega la pediatra e vice presidente dell'Ordine dei Medici. “Ad oggi l'adesione alla vaccinazione antifluenzale è buona è questo dimostra che le famiglie hanno imparato che vaccinare i bambini contro l'influenza dalle febbre e non solo quelle derivanti da questo virus”.
Purtroppo i primi casi influenzali sono stati già registrati. “Grazie ai tamponi che riusciamo a fare – spiega Filippi – siamo stati in grado di diagnosticare già i primi casi di influenza e questo dimostra che si sta già diffondendo”.
La campagna di vaccinazione nella nostra provincia prosegue a ritmo serrato: è possibile vaccinarsi nei centri vaccinali di Apss (prenotazione al CUP online o tramite TreC+) o dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta. Dall’inizio della campagna le somministrazioni sono state circa 80 mila.
La protezione diventa efficace dopo circa due settimane e dura fino a sei mesi. Poiché i picchi influenzali si registrano generalmente tra dicembre e febbraio, è importante vaccinarsi tempestivamente per garantire la massima copertura durante la stagione epidemica.
“Siamo ancora perfettamente in tempo per vaccinarci: significa affrontare i mesi invernali con una difesa efficace e ridurre la diffusione dell’infezione nelle scuole e nelle famiglie” conclude la pediatra Filippi.


















