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Trento
14 ottobre | 16:57

Campagna antinfluenzale al via in Trentino, l’Apss punta a superare il 54% di adesioni dello scorso anno. Zuccali: "Già acquistate 100 mila dosi, non è una malattia banale"

Presenti all'avvio della campagna  l'assessore alla Salute Mario Tonina e il direttore generale di Apss Antonio Ferro assieme agli ordini delle professioni della sanità, delle organizzazioni sindacali e del mondo dello sport 

TRENTO. Al via la campagna influenzale in Trentino. Con l’avvicinarsi della stagione invernale si fa strada anche il virus dell’influenza; è bene dunque farsi trovare pronti e soprattutto protetti, grazie alla vaccinazione.

È possibile vaccinarsi dal proprio medico o pediatra di famiglia oppure nei centri vaccinali dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari. La prenotazione va fatta tramite Cup online o l’app TreC+. La protezione diventa efficace dopo circa due settimane e dura fino a sei mesi.

 

A ricordare come la vaccinazione sia la più efficace strategia di prevenzione dell’influenza sono stati sia l'assessore alla Salute Mario Tonina che il direttore generale di Apss Antonio Ferro assieme agli ordini delle professioni della sanità, delle organizzazioni sindacali e del mondo dello sport

 

Basta pensare come l’influenza rappresenti, con i suoi 8 mila morti all’anno in Italia, una delle malattie che maggiormente incidono sulla collettività umana, sia sotto l’aspetto sanitario, sia sotto il profilo socio-economico. E quella in arrivo quest'anno, almeno dai primi dati che giungono dall'Austria, potrebbe essere molto aggressiva. 

 

Nella scorsa stagione la copertura è stata del 54,1% tra gli over 65, in lieve flessione rispetto all’anno precedente. Nelle Rsa e nelle Case di riposo l’adesione è stata come sempre molto elevata e ha raggiunto l’88,7%. E' stato raggiunto un buon risultato nella copertura vaccinale delle donne in gravidanza che ha raggiunto il 32,9%. Con la collaborazione dei pediatri di libera scelta sono stati vaccinati i bambini dai 6 mesi ai 6 anni e i soggetti a rischio fino a 15 anni con un’adesione rispettivamente del 18,4% e del 51,2%».

 

“Non è una malattia banale come qualcuno pensa” ha spiegato Maria Grazia Zuccali, direttrice del Dipartimento di prevenzione.

 

La vaccinazione diventa efficace dopo alcune settimane e negli ultimi anni i picchi influenzali si sono verificati di solito tra la fine di dicembre e i primi di febbraio, ma non sono mancati dei picchi anticipati e per questo è importante partire fin da subito con la vaccinazione, che copre comunque sei mesi dalla somministrazione.

 

Dottoressa Zuccali, a chi è indicata la vaccinazione antinfluenzale?
Per prima cosa è bene dire che le persone più a rischio di influenza si vaccinino il prima possibile nel corso del mese di ottobre o di novembre. Le categorie a cui è indicata questa vaccinazione sono quelle riportate nella circolare ministeriale: chi ha più di 60 anni, e ancora di più chi ne ha più di 65. Poi le persone fragili, le persone che sono affette da qualche malattia grave nelle quali l'influenza potrebbe avere un decorso più grave. Assieme a loro ci sono gli operatori sanitari e le donne in gravidanza. La vaccinazione è poi raccomandata anche ai bambini piccoli fra 6 mesi e 6 anni perché diffondono molto bene il virus e lo portano a casa contagiando genitori e nonni.

 

Quante dosi di vaccino ha acquistato quest’anno l’azienda sanitaria?
In prima battuta abbiamo già acquistato 100 mila dosi, poi provvederemo all'acquisto di quantitativi superiori monitorandone ovviamente il consumo nel corso dei prossimi mesi.

 

In Trentino com’è l’adesione a questa vaccinazione?
L'adesione alla vaccinazione antinfluenzale è nella media italiana, non è buona purtroppo. Lo scorso anno abbiamo raggiunto il 54% rispetto al 52% italiano. L'obiettivo, però, è quello di raggiungere il 75% e siamo ancora lontani.

 

Abbiamo qualche elemento per dire come sarà l’influenza quest’anno?
Difficile dirlo in questo momento ed è difficile fare previsioni per quanto riguarda l’intensità, intesa sia come durata che come gravità dei sintomi. Possiamo però dire che non è una malattia banale come qualche volta qualcuno crede. Costringe a casa e a letto per sei o sette giorni e nelle persone anziane oppure fragili può rivelarsi con un decorso complicato.

 

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