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Belluno
26 settembre | 17:02

Al via la campagna vaccinale: le raccomandazioni dell’Ulss 1 Dolomiti, dal Covid all’antitetanica per gli anziani. Bene la copertura contro il virus sinciziale

Al via dal 1 ottobre la campagna vaccinale, per tutelare soprattutto la popolazione anziana e i fragili. “Un tema importante, con un occhio di riguardo all’età anziana nei confronti della quale c’è un’offerta vaccinale sia contro influenza e covid sia per patologie a volte sottovalutate quali pneumococco, herpes e difterite/tetano/pertosse” afferma il commissario generale Giuseppe Dal Ben

BELLUNO. Al via dal 1 ottobre la campagna vaccinale, per tutelare soprattutto la popolazione anziana e i fragili. “Un tema importante, con un occhio di riguardo all’età anziana nei confronti della quale c’è un’offerta vaccinale sia contro influenza e Covid sia per patologie a volte sottovalutate quali pneumococco, herpes e difterite/tetano/pertosse” afferma il commissario generale Ulss 1 Dolomiti Giuseppe Dal Ben.

 

In vista della stagione invernale, l’azienda sanitaria ha iniziato a sensibilizzare la popolazione a rischio, dai più anziani ai neonati. In provincia di Belluno sono già arrivate 33.000 dosi di vaccino anti-influenzale, di cui la maggior parte (22.000) di “Fluad” per gli over 65. In totale lo scorso anno sono state eseguite 154.553 immunizzazioni, di cui la maggior parte (38.477) contro l’influenza.

 

Partiamo allora proprio dall’antinfluenzale. A erogare il vaccino sono medici di medicina generale, strutture residenziali, ambulatori Sisp (Servizio igiene e sanità pubblica) e Cvp (Centri vaccinali di popolazione) e farmacie aderenti. La vaccinazione è raccomandata soprattutto per gli over 60, i soggetti a rischio (es. malattie croniche, disabilità, immunodeficit) e i loro familiari, i bambini da 6 mesi a 6 anni, gli operatori sanitari, chi svolge lavori di pubblico interesse, i donatori di sangue e chi lavora a contatto con gli animali (pur non proteggendo dall’aviaria, l'antinfluenzale riduce il rischio di infettarsi). In particolare, l’obiettivo è vaccinare almeno il 55% degli over 65: in provincia, su 57.685 persone significa raggiungerne quasi 32.000 - anche se solitamente la copertura si attesta attorno al 50%.

 

In parallelo è raccomandata la co-somministrazione contro il Covid per gli over 60, gli ospiti delle Rsa, gli operatori sanitari e i soggetti fragili: il vaccino aggiornato all’ultima variante LP 8.1 arriverà a breve. Ci saranno due Vax Day regionali: sabato 25 ottobre (attivi Sala Don Tamis di Agordo e Cvp di Tai di Cadore la mattina, mentre il Cvp di Salce e quello di Feltre nel pomeriggio) e sabato 29 novembre (al mattino al Cvp di Salce e al pomeriggio al Cvp di Feltre). L’Ulss ha comunque invitato le farmacie aderenti, i medici di base e i pediatri a organizzare sedute vaccinali in concomitanza.

 

“Tante persone ci stanno già telefonando - osserva il direttore di geriatria Gianfranco Conati - il che significa che la sensibilità verso la vaccinazione aumenta. Questo vale sia nelle Rsa sia per chi è a casa: bisogna infatti considerare che a questa età la malattia lascia segni anche dopo la guarigione e la gestione diventa dunque particolarmente difficile. Per questo facciamo un lavoro sui pazienti dimessi e su chi li assiste durante tutto l’anno, anche perché stanno crescendo le polmoniti in estate”.

 

Ecco dunque che l’Ulss offre anche altri vaccini: contro l’Herpes Zoster (o Fuoco di Sant’Antonio), molto richiesto perché la patologia è nota per essere dolorosa e con sintomi a volte anche di lunga durata; lo pneumococco, che protegge dalle polmoniti; e il trivalente difterite/tetano/pertosse. “Solitamente - aggiunge Dal Ben - la copertura antitetanica è alta nei giovani e cala drasticamente nella popolazione anziana. Non dobbiamo però sottovalutare il tetano perché è una patologia impattante e oggi gli anziani sono molto attivi, dai lavori casalinghi e agricoli alle attività sportive, quindi più esposti”. Quest’anno, infatti, a Belluno c’è stato un caso di tetano proprio su un anziano: l’esito è stato positivo, ma il decorso comunque molto complesso.

 

Infine i bambini. Dallo scorso anno è offerto ai neonati entro il primo anno di vita il vaccino contro il virus respiratorio sinciziale e la campagna regionale 2024/25 ha registrato alte adesioni: l’83.6% dei nati durante la stagione invernale (ai quali il vaccino è somministrabile nel punto nascita) e il 70.5% dei nati fuori stagione (i cui genitori possono recarsi dal pediatra). Percentuali che hanno portato a una diminuzione dei ricoveri ospedalieri del 69%, delle giornate di degenza del 70% e dei passaggi in terapia intensiva del 78%. Quest’anno la campagna coinvolgerà i nati dal 1 aprile 2025 a fine marzo 2026: i vaccini sono già presenti nei punti nascita (per chi nascerà dal 1 ottobre) e la prossima settimana arriveranno ai pediatri.

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