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Trento
29 dicembre | 10:24

Febbre e tosse in aumento, è allarme virus respiratori: stimati 950mila nuovi casi in una settimana in Italia. L'esperta: "Crescono gli accessi al pronto soccorso"

"I dati ci mostrano che ci stiamo avvicinando al picco dei casi, che verosimilmente verrà toccato nelle prossime settimane, in cui ci aspetta una circolazione sostenuta dei virus respiratori come atteso per il periodo” ha spiegato Anna Teresa Palamara, che dirige il dipartimento di Malattie Infettive dell'Iss

Foto archivio
Foto archivio

TRENTO. Dall'influenza al Covid. Sono migliaia le persone costrette a casa con infezioni respiratorie acute nella comunità. 

 

A confermarlo sono i dati diffusi dal Rapporto della Sorveglianza Integrata dei Virus Respiratori dell'Istituto superiore di Sanità che mostrano un aumento dei casi nella settimana dal 15 al 21 dicembre. (QUI IL RAPPORTO COMPLETO

 

Sono stati stimati circa 950mila nuovi casi, con un totale dall'inizio della sorveglianza di circa 5,8 milioni di infezioni. L’incidenza più elevata si osserva, come di consueto, nella fascia di età 0-4 anni, con circa 50 casi per 1.000 assistiti.

 

"I dati ci mostrano che ci stiamo avvicinando al picco dei casi, che verosimilmente verrà toccato nelle prossime settimane, in cui ci aspetta una circolazione sostenuta dei virus respiratori come atteso per il periodo” ha spiegato Anna Teresa Palamara, che dirige il dipartimento di Malattie Infettive dell'Iss.

 

L’intensità è molto alta in Veneto, provincia di Bolzano, Marche e Campania,  alta in Sicilia, Piemonte, Emilia Romagna, Lazio e Abruzzo, media in Val d'Aosta, Lombardia, Toscana e Puglia.

 

“Purtroppo, come segnalato da alcune Regioni, anche quest’anno all’aumento del numero di casi corrisponde un aumento nel numero di accessi al pronto soccorso e ospedalizzazioni soprattutto per le persone più anziane. Soprattutto in questi giorni in cui le occasioni di incontro e di convivialità possono favorire la trasmissione dei virus respiratori – continua l'esperta - ricordiamo che alcune semplici precauzioni sono utili a ridurre il rischio di contagio. Dall’areazione dei locali al lavaggio delle mani alla cosiddetta 'etichetta respiratoria', che sono riportate  anche nella Faq sull'influenza e gli altri virus respiratori che abbiamo pubblicato oggi".

 

Una situazione che sta portando anche un aumento  nel flusso ospedaliero dove si registra un alto tasso di positività per influenza.

 

Le analisi di sequenziamento in corso dall'inizio della sorveglianza evidenziano che tra i ceppi di virus influenzale A H3N2 attualmente circolanti in Italia il subclade K è nettamente prevalente, mentre tra i ceppi H1N1 pdm09, tutti i ceppi si raggruppano esclusivamente nel subclade D.3.1  nell’ambito del più ampio clade 5a.2a.1 al quale appartengono anche i ceppi vaccinali, viene spiegato dall'Iss.

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