Variante K, l’Alto Adige è maglia nera in Italia: incidenza record. Quasi un milione di contagi in tutto il paese nell'ultima settimana
Mentre si contano le prime vittime per polmonite nel Nord-Est, gli esperti avvertono: "Il picco deve ancora arrivare"

BOLZANO. L'Italia sta attraversando una delle stagioni influenzali più aggressive dell'ultimo decennio, trainata dalla rapida diffusione della Variante K. Con quasi un milione di nuovi contagi settimanali a livello nazionale e oltre 5,8 milioni di italiani già colpiti, è l'Alto Adige a registrare i dati più preoccupanti con un'altissima e grave incidenza.
Come comunica il Ministero della Salute, infatti, l’incidenza totale delle infezioni respiratorie acute nella comunità, nella settimana analizzata, dal 15 al 21 dicembre, è pari a 17,1 casi per 1.000 assistiti, in aumento rispetto alla settimana precedente. L'incidenza maggiore si registra, appunto, nella Provincia Autonoma di Bolzano, in Veneto, nelle marche ed in Campania dove l'intensità viene definita “molto alta”, con una soglia che parla di 19,61 casi ogni 1000 assistiti.
Con i dati aggiornati alla settimana 50 del 2025, la sorveglianza degli accessi al pronto soccorso evidenzia però un aumento sia degli accessi sia delle ospedalizzazioni per sindromi respiratorie rispetto alla stessa settimana della stagione precedente.
E il picco, come spiegano gli esperti deve ancora arrivare. E' atteso per le prime settimane dell'anno come accade ogni anno con l'influenza.
Intanto, in provincia di Treviso sono già morte 13 persone anziane nell'ultima settimana per le conseguenze causate da questa variante che sfocia, nel peggiore dei casi, in polmoniti e broncopolmoniti molto pesanti.
In Trentino sono migliaia le persone ammalate e tante costrette a rivolgersi al pronto soccorso. L’influenza sta mostrando in queste settimane il suo volto più aggressivo e anche in Provincia di Trento, come il resto d'Italia, sta facendo i conti con un vero e proprio boom di polmoniti, soprattutto virali, che stanno mettendo sotto pressione gli ospedali. A confermarlo a il Dolomiti è il dottor Giuseppe Vassallo, direttore dell’Unità operativa di Pneumologia interventistica dell’ospedale Santa Chiara. “Il reparto è pieno - ci spiega - e siamo costretti a gestire alcuni pazienti, quelli meno gravi, anche fuori reparto” (qui approfondimento).
In Friuli Venezia Giulia il sistema sanitario sta reggendo anche se gli accessi al pronto soccorso sono aumentati del 20% e i ricoveri del 10%, di cui la maggior parte sono relativi a persone anziane (qui approfondimento).
Come conclude il Ministero della Salute, i sintomi tipici della variante K sono tre: un esordio brusco, una febbre improvvisa che supera i 38 gradi ela presenza contemporanea di almeno un sintomo respiratorio (raffreddore, tosse o naso che cola) insieme a un sintomo sistemico (dolori muscolari, dolori articolari e forte senso di spossatezza).












