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FVG
27 aprile | 16:29

5G, avanti tutta nella massima sicurezza: ''Troppo spesso assistiamo a 'improvvisati esperti' o soggetti che seminano notizie false e tendenziose''

Qualche tempo fa era l'ex direttore degli Eit Ict Labs che spiegava a il Dolomiti che con la necessità di avere molte più antenne il segnale sarà molto meno forte di quello delle vecchie tecnologie e ciò ''provocherà un crollo dell'inquinamento elettromagnetico di almeno 50 volte''. Ora l'Arpa Fvg fa il punto sul territorio regionale

TRIESTE. ''Semplicemente ci saranno più antenne e quindi il segnale potrà essere molto meno forte essendo le antenne più vicine ai nostri telefonini. Questa è fisica, nessun mistero. Con il 5G e l'installazione delle nuove antenne ci sarà un calo dell'inquinamento elettromagnetico stimato di almeno 50 volte rispetto a quello attuale e non il contrario''. Sono passati ben 7 anni da quando Roberto Saracco ex direttore del Nodo italiano degli Eit Ict Labs (l'Istituto europeo di innovazione tecnologica) che ha sede a Trento, già direttore del Future Centre di Venezia, responsabile delle architetture di telecomunicazione innovative e comunicazioni scientifiche di Telecom Italia, spiegava a il Dolomiti perché del 5G non c'è da aver paura (QUI L'ARTICOLO). Poi era arrivato Altroconsumo a fare un'analisi simile che giungeva alla conclusione che ''con una rete di questo genere, per la capillarità delle antenne del 5G, l’intensità dei segnali necessari e le frequenze utilizzate, viene da pensare a un’esposizione limitata e dagli effetti negativi paragonabili o addirittura inferiori a quelli derivanti dall’uso di tecnologie precedenti'' (QUI ARTICOLO).

 

Ora anche l'Arpa del Friuli Venezia Giulia lo certifica, dati alla mano, quelli che riguardano il monitoraggio dei campi elettromagnetici sul territorio regionale dovuti all'implementazione degli impianti di reti di quinta generazione sul territorio regionale che si confermano ben al di sotto dei limiti di sicurezza. E questo proprio per il fatto che il 5g necessita di un numero di antenne e impianti assai maggiore rispetto al passato (nel 2019 vi erano circa 74.000 antenne in Italia mentre con il 5G a regime diventeranno diventeranno 1 milione) per garantire una copertura sul territorio efficace, e quindi le onde possono essere meno potenti di quelle delle vecchie tecnologie.

 

L'assessore regionale alla difesa dell'ambiente Fabio Scoccimarro, ha definito l'implementazione di questo sistema utilizzato oggi dal 45% degli impianti come una “non emergenza” dati i livelli elettromagnetici che si sono confermati stabili. “Troppo spesso assistiamo a 'improvvisati esperti' o soggetti che cercano di accreditarsi come tutori dell'ambiente - ha dichiarato l'assessore - senza averne né i titoli né le competenze scientifiche. Noi rispondiamo con la trasparenza totale dei dati, un dovere istituzionale per limitare il proliferare di notizie false e tendenziose”. Nel 2025, l'Arpa ha effettuato infatti 293 interventi e 2.400 misure in banda larga su tutte le richieste di installazione di impianti 5g, che vanno ad aggiungersi al sistema di gestione del Catasto regionale degli impianti per le telecomunicazioni, che raccoglie e aggiorna le informazioni su posizione, caratteristiche e sviluppo tecnologico degli impianti presenti in Friuli Venezia Giulia.

 

“È un dato che deve rassicurare – ha dichiarato Scoccimarro - nonostante l'evoluzione tecnologica, la pressione elettromagnetica in Friuli Venezia Giulia rimane ampiamente sotto controllo, con standard di cautela tra i più alti in Europa. Anche con l'aggiornamento del valore di attenzione a 15 V/m, infatti, siamo ben al di sotto dei limiti suggeriti a livello internazionale. La nostra priorità resta la massima precauzione. La Regione - ha concluso l'assessore - continuerà a investire nella salute e nell'innovazione. Non fermeremo il progresso tecnologico, perché è vitale per le nostre imprese e i nostri giovani, ma lo faremo sempre garantendo che questo progresso avvenga in una cornice di sicurezza assoluta, certificata da organi competenti e strumenti d'eccellenza”.

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