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Trento
30 dicembre | 06:00

Boom di polmoniti virali, reparto pieno. E' l'effetto della variante K, il direttore di Pneumologia: "Aumento dei ricoveri, non sottovalutare i sintomi"

Stanno aumentando le persone ricoverate per polmonite interstiziale, un’emergenza alimentata dalla variante K dell’influenza, che colpisce giovani e anziani dai 18 agli 80 anni con conseguenze anche molto gravi. Il direttore dell’Unità operativa di Pneumologia interventistica dell’ospedale Santa Chiara: "Non trascurare alcun sintomo respiratorio e farsi visitare precocemente. Soprattutto quando c'è la febbre che non tende a recedere e non risponde agli antipiretici"

Foto archivio
Foto archivio

TRENTO. Migliaia di persone ammalate e tante costrette a rivolgersi al pronto soccorso. L’influenza sta mostrando in queste settimane il suo volto più aggressivo e  anche il Trentino, come il resto d'Italia,  sta facendo i conti con un vero e proprio boom di polmoniti, soprattutto virali, che stanno mettendo sotto pressione gli ospedali.

 

A confermarcelo è il dottor Giuseppe Vassallo, direttore dell’Unità operativa di Pneumologia interventistica dell’ospedale Santa Chiara. “Il reparto è pieno - ci spiega - e siamo costretti a gestire alcuni pazienti, quelli meno gravi, anche fuori reparto”.

 

Un’emergenza alimentata dalla variante K dell’influenza, che colpisce giovani e anziani dai 18 agli 80 anni con conseguenze anche molto gravi.

 

Proprio nelle scorse ore l'Istituto superiore di Sanità ha pubblicato il rapporto della sorveglianza RespiVirNet. L’incidenza totale delle infezioni respiratorie acute nella comunità, nella settimana dal 15 al 21 dicembre, è stata pari a 17,1 casi per 1.000 assistiti (14,7 nella settimana precedente), in aumento rispetto alla settimana precedente come atteso per il periodo. Sono stati stimati circa 950mila nuovi casi, con un totale dall'inizio della sorveglianza di circa 5,8 milioni di casi.

 

Dottor Vassallo anche in Trentino siamo in un momento abbastanza critico per quanto riguarda le infezioni respiratorie. Sono tantissime le persone ammalate, com'è la situazione in reparto?
Per quanto la polmonite sia un fenomeno per cui noi ricoveriamo tutto l'anno, posso confermare che da inizio dicembre abbiamo avuto un aumento importante di ricoveri. Stiamo parlando della complicanza più grave dell'influenza. Ci sono polmoniti virali o batteriche.

Il reparto per il momento è pieno e siamo anche con pazienti, quelli ovviamente meno gravi, fuori reparto. Rispetto agli altri anni registriamo quindi un aumento di incidenza di ricoveri in particolare delle polmoniti virali interstiziali.

 

Quali sono le caratteristiche di queste polmoniti virali interstiziali?
Sono caratterizzate da una importante insufficienza respiratoria che necessita anche di un supporto ventilatorio, quindi di una assistenza non invasiva alla respirazione. Questo per gestire questa insufficienza con un quadro interstiziale bilaterale.
Si riscontrano febbre alta e difficoltà respiratorie con tosse secca perlopiù e caratterizzata da stanchezza. Questa tipologia è quella che più di frequente stiamo vedendo in queste settimane.
C'è anche da dire che noi vediamo la punta dell'iceberg ma la percezione è che in giro di polmoniti ce ne siano davvero tante, magari trattate dal medico di base.

 

Che età hanno le persone ricoverate con una polmonite?
Possiamo avere 18enni, come le due ragazze che sono state ricoverate la scorsa settimana, fino ad arrivare agli 80enni. Ovviamente varia il tempo di ripresa. C'è chi non ha affrontato in maniera corretta mesi fa una certa sintomatologia ed ora si trova in condizioni serie.
La polmonite non è tipica di una classe di età. Il giovane ha una capacità di reazione diversa ovviamente di un anziano.

 

Cosa consigliare alle persone?
Di non trascurare alcun sintomo respiratorio e farsi visitare precocemente. Soprattutto quando c'è la febbre che non tende a recedere e non risponde agli antipiretici. Farsi visitare immediatamente se si registra una desaturazione.
Oggi sono moltissime le famiglie che hanno un saturimetro. Oppure è possibile misurare la frequenza respiratoria e se supera i 30 atti respiratori al minuto, c'è una insufficienza. Un aumento della frequenza respiratoria indica una insufficienza conclamata.

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