''Il più sentito rammarico e cordoglio, i nostri pensieri alla famiglia'', morte del piccolo Domenico, l'Azienda sanitaria di Bolzano: ''Importante far luce sull'accaduto''
Appresa la notizia del decesso del piccolo Domenico, l'Azienda Sanitaria altoatesina ha voluto esprimere il suo più profondo cordoglio

BOLZANO. "È finita”. Con queste parole rilasciate a La Repubblica l’avvocato della famiglia comunica la morte del piccolo Domenico il bimbo di 2 anni vittima di un terribile caso di malasanità che lo ha visto trapiantato di un cuore che era già compromesso.
Appresa la notizia del decesso del piccolo Domenico, l'Azienda Sanitaria altoatesina ha voluto esprimere il suo più profondo cordoglio, ricordando che in Provincia di Bolzano la collaborazione con le autorità è massima e che da nord a sud l'obiettivo è quello di scoprire la verità sull'accaduto.
"L'Azienda sanitaria dell'Alto Adige esprime il più sentito rammarico e profondo cordoglio per la famiglia. I nostri pensieri sono con loro in questo momento di dolore". "’L'Azienda sanitaria dell’Alto Adige collabora strettamente con le autorità - sottolineano ancora una volta i vertici altoatesini - È nell’interesse di tutti fare al più presto piena luce sull’accaduto. Noi ribadiamo piena fiducia nell'operato delle autorità giudiziarie".
La morte del piccolo Domenico ha sconvolto il paese intero.
Le macchine che lo tenevano in vita dopo il terribile errore umano compiuto durante la fase di innesto del cuore (su chi ha sbagliato, di più, di meno, come e quanto saranno i magistrati e gli organi inquirenti a fare chiarezza) sono, quindi, state spente come da richiesta di mamma Patrizia. La mamma, che non ha mai smesso di lottare, infatti, ieri alla notizia che il piccolo non sarebbe stato operabile una seconda volta ha dato l'ok a ''lasciar andare il bimbo''. Oggi ripete che ''quello che è successo a Domenico non dovrà essere dimenticato". E attraverso il suo avvocato Patrizia ha comunicato che pensa di istituire una fondazione a nome del figlio per aiutare le vittime della colpa medica e i bambini che non possono essere trapiantati.
Al capezzale, nel reparto di terapia intensiva in cardiochirurgia, il cardinale di Napoli, Domenico Battaglia, per l’estrema unzione al bambino. C’è anche il cappellano dell'ospedale Monaldi, padre Alfredo Tortorella: "Per stare vicino alla famiglia in questo momento di dolore".
Sulla vicenda restano aperte indagini e procedure di approfondimento di vario tipo. La vicenda ruota attorno a un errore tecnico tanto banale quanto fatale: l’utilizzo di ghiaccio secco o azoto liquido nel contenitore di trasporto al posto del normale ghiaccio tritato sterile.
Questa scelta ha fatto crollare la temperatura del cuore espiantato fino a -80 o addirittura -196 gradi, "congelando" i tessuti invece di mantenerli ai 4 gradi previsti dai rigidi protocolli internazionali.
Il cuore del piccolo donatore di 4 anni, che avrebbe dovuto salvare un bimbo di due anni e tre mesi affetto da una grave cardiomiopatia, è stato letteralmente bruciato dal gelo durante il tragitto verso Napoli.
L'assessore alla Sanità altoatesina Hubert Messner e l'Azienda Sanitaria locale avevano blindato da subito l’operato dell’ospedale di Bolzano, precisando che le infrastrutture locali sono state solo messe a disposizione di medici venuti Napoli, ai quali spettava l'intera gestione del protocollo di conservazione.
Il ministero della Salute ha già disposto l’invio di ispettori all’ospedale di Bolzano che dovranno fare ulteriore chiarezza sulla vicenda.












