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| 22 giu 2021 | 10:43

Folgorato sul tetto del treno, proseguono le indagini sulla morte di Max Schupfer. È possibile che non fosse solo

Trovato domenica mattina sul tetto di un treno alla stazione di Merano, secondo le prime ricostruzioni Max sarebbe morto dopo aver toccato i cavi dell'alta tensione con la testa durante un salto. Si indaga sulla possibilità che non fosse solo durante la fatidica notte tra sabato e domenica

Folgorato sul tetto del treno, proseguono le indagini sulla morte di Max Schupfer
di Mattia Sartori

MERANO. Una tragedia improvvisa, che ha stroncato la vita di un ragazzo quasi 21enne. È quello che è successo a Max Schupfer, il giovane di Naturno che è stato trovato morto domenica mattina alla stazione dei treni di Merano (Qui articolo). Le dinamiche che hanno portato alla prematura dipartita di Max non sono ancora chiare, l’unica cosa certa è lo shock che ha colpito la sua famiglia, il suo paese e tutta la comunità della Bassa Venosta.

 

Il corpo del giovane è stato trovato alle 7.30 del mattino di domenica 20 giugno sul tetto di un convoglio. Le forze dell’ordine sono ancora al lavoro per ricostruire quanto accaduto nella notte tra sabato e domenica, ma l’ipotesi più accreditata è che sia rimasto folgorato dopo aver toccato con il capo i cavi dell’alta tensione sovrastanti il convoglio mentre saltava da un vagone all’altro. Ipotesi supportata dalle ferite trovate sul corpo: la testa del 21enne infatti presentava delle bruciature, mentre sui cavi elettrici sono stati ritrovati dei capelli.

 

Rimane il sospetto che Max non fosse solo. Secondo alcune ipotesi a cui stanno lavorando le forze dell’ordine il ragazzo sarebbe stato accompagnato da qualcuno nel corso della bravata, che avrebbe dovuto essere una dimostrazione di abilità o di coraggio, ma che purtroppo ha avuto ben altro esito. Probabilmente chiunque lo abbia accompagnato è fuggito in shock dopo l’incidente, spaventato dalle possibili conseguenze. Chiunque avesse informazioni utili alle indagini può contattare in riservatezza la Questura.

 

La polizia ferroviaria ha completato l’informativa sul caso e l’ha inoltrata alla Procura, che disporrà degli ulteriori accertamenti. Il prossimo passo sarà il controllo delle telecamere di sicurezza della stazione, che potrebbero aiutare a gettare luce su quanto realmente accaduto. Molte speranze anche per quanto riguarda l’esame dello smartphone di Max, soprattutto perché potrebbe portare all’identificazione di chi si trovava con lui durante quella fatidica ultima notte.

 

Il paese di Naturno, nelle ore successive all’incidente si è stretto in lutto attorno alla famiglia e agli amici di Max, ricordato dai suoi coetanei – secondo quanto riporta l’Alto Adige – come una persona estremamente socievole.

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