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Belluno
07 ottobre | 18:35

“La pista da bob di Cortina perde 800 mila euro l’anno", l'attacco di Del Bianco: "Chi pagherà il buco quando finiranno i soldi della Regione?"

L’impatto economico della pista da bob torna a far parlare di sé. A riportarla all’attenzione pubblica è Alessandro Del Bianco, consigliere regionale in quota Pd, che con un accesso agli atti ha portato alla luce la relazione economica 2026 di Kpmg. In essa si evidenzia un forte deficit nel bilancio ricavi-costi, ripianato tirando in ballo sette opere di “legacy” il cui completamento, però, è in forte ritardo

“La pista da bob di Cortina perde 800 mila euro l’anno, l'attacco di Del Bianco

CORTINA D’AMPEZZO. “Stimano che la pista da bob costerà 1.3 milioni di euro l’anno e che le entrate generate dalla stessa saranno pari a circa 400mila euro: come coprire i restanti costi? Non si tratta di una cifra da poco, contando che secondo noi si tratta oltretutto di stime al ribasso, se pensiamo ad esempio ai costi energetici, che potrebbero potenzialmente far salire di molto quel milione”.

 

La pista da bob di Cortina torna a far parlare di sé. O meglio, il suo impatto economico: a riportarla all’attenzione pubblica è Alessandro Del Bianco, consigliere regionale in quota Pd che ha effettuato un accesso agli atti, oggi rivendicato, per portare alla luce la relazione 2026 di Kpmg. Lo definisce un passaggio “non banale”, visto il tema di cui si parla: il futuro della pista da bob è stato infatti uno degli argomenti politicamente più delicati nelle cronache delle ultime Olimpiadi invernali.

 

I suoi costi si sono prospettati da subito esorbitanti, ma ora rischiano di lievitare ulteriormente e, soprattutto, di non trovare le coperture necessarie. Il Dolomiti ha dunque contattato Del Bianco che, in possesso del “nuovo” Piano economico finanziario, ribadisce come certifichi di fatto che la pista, da sola, non sta in piedi a causa di un deficit annuo di 800 mila euro. Sulla carta, infatti, il pareggio sembrerebbe raggiunto, ma per il consigliere lo scenario non è realistico.

 

“Anzitutto - nota - è abbastanza curioso che a scoprire il Piano sia un consigliere regionale di opposizione, visto che è datato febbraio 2026. Sarebbe interessante capire come mai nessuno ne abbia dato notizia e la risposta che viene da immaginarsi è abbastanza intuitiva: perché è peggiorativo della stima delle perdite fatta nel 2025”.

 

Ma non solo: come si ripagano i costi? “La cosa curiosa - prosegue - è che, per dire che la pista può stare in piedi, ci mettono dentro tutti gli asset della cosiddetta legacy: opere che non saranno mai pronte nel 2027”. Il pareggio di bilancio è infatti raggiunto considerando sette opere: Sliding centre, Piazza Mercato, l’ex panificio, la cabinovia Apollonio-Socrepes, la Foresteria, il Bob Bar e il ristorante del Trampolino. “Più la pista perde - è l’osservazione - più Cortina deve produrre utili per sostenerla”.

 

Tuttavia Del Bianco fa notare che molte di queste opere sono lontane dal loro completamento: Piazza Mercato e il ristorante del Trampolino in forte ritardo, la Foresteria deve ancora partire e su Apollonio-Socrepes “restano diverse incognite”. Insomma, difficile pensare che possano coprire quegli 800 mila euro. “Bene che vada - aggiunge - potrebbero essere pronte tra anni. Nel frattempo, però, la pista produce costi certi e immediati: se i ricavi della legacy arrivano più tardi del previsto, chi li coprirà?”.

 

“Siccome l’impegno economico della Regione di 1 milione di euro l’anno (500 mila di spesa corrente e 500 mila per sliding center e stadio Olimpico) finirà nel 2027 - conclude - viene da pensare che a occuparsene dovrà essere il Comune di Cortina. Cosa ha da dire in proposito? E, soprattutto, perché non ha detto nulla finora, visto che il Piano risale allo scorso febbraio?”.

 

Domande per le quali tutta la comunità attende una risposta visto che, ancora una volta, saranno i fondi pubblici a dover sopperire al sogno del famigerato “nostro Guggenheim” di Luca Zaia.

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