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Belluno
04 novembre | 10:14

Canoni idroelettrici, la Regione boccia le proposte della minoranza per distribuire le risorse. “Sono dei territori: Belluno non può aspettare 12 anni per avere i 48 milioni”

Torna in Consiglio regionale la questione dei canoni idroelettrici, che ha visto Enel versare lo scorso luglio alla Regione Veneto 57 milioni di euro di arretrati di monetizzazione dell’energia per le annualità dal 2021 al 2024. A questi si aggiungono le quote del 2025 e 2026: la denuncia del consigliere Alessandro Del Bianco è che non ci siano garanzie sul se e quando saranno distribuite ai territori cui spettano, soprattutto la Provincia di Belluno

Canoni idroelettrici, la Regione boccia le proposte della minoranza per distribuire le risorse

BELLUNO. “Vorrei parlare non tanto di quello che c’è in questa variazione, ma di quello che inspiegabilmente non c’è. A luglio 2026 Enel ha pagato alla Regione Veneto 57 milioni di euro di monetizzazione dell’energia: risorse che, secondo la legge regionale, vanno impiegate a favore dei territori per intervenire sul sociale, in particolare le case di riposo. Pensate quindi alla gioia dei territori quando lo hanno saputo, eppure ad oggi in Veneto tutto tace”. Torna a farsi sentire il tema dei canoni idroelettrici, stavolta in Consiglio regionale. Dopo l’ordine del giorno presentato in Consiglio comunale feltrino, che ha approvato all’unanimità l’impegno della Giunta di chiedere alla Regione lo sblocco dei fondi spettanti alla provincia di Belluno (qui il dibattito), il consigliere Alessandro Del Bianco (Pd) interviene anche a Palazzo Ferri Fini.

 

Richiamando il medesimo contenzioso chiuso tra Enel e la Lombardia, la quale si è impegnata a distribuire ai suoi territori le risorse ricevute in tre anni, “in Veneto invece - nota - magicamente tutto tace”. Il problema, secondo Del Bianco, sta nell’ipotesi avanzata dalla Giunta regionale di dare quei soldi a rate, “ma nessuno - aggiunge - ha specificato né quante rate, né quando, né come, né perché. Salvo Stefano Scardanzan, segretario provinciale della Lega di Belluno e funzionario regionale che lavora nell’ufficio di presidenza, il quale sulla stampa ha parlato di 4 milioni l’anno. Quindi sono 12 anni per Belluno: ditemi se non è una presa in giro”.

 

In sintesi, il consigliere paventa il rischio che ci vogliano più di due lustri affinché il territorio riceva tutti i soldi che gli spettano, circa 48 milioni di euro di arretrati relativi alle annualità 2021-2024. Nessuna risposta e nessuna garanzia, è la denuncia.

 

“Abbiamo quindi presentato un emendamento - afferma - per rendere utilizzabili già nel 2026 le risorse della monetizzazione relative all'annualità 2025, liberandole dal Fondo crediti di dubbia esigibilità. La maggioranza lo ha bocciato, mentre tutta la minoranza, compreso il gruppo Resistere Veneto, ha invece votato a favore”. Stessa sorte per la richiesta di un impegno formale a restituire in tre anni i 57 milioni di euro per gli anni 2021-2024 ai territori veneti. “Esattamente come ha fatto la Regione Lombardia - prosegue - ma anche questa proposta è stata bocciata dalla maggioranza”.

 

Nulla di fatto quindi su quella che più volte è stata definita come la battaglia cruciale per il Bellunese: si tratta infatti di risorse di cui c’è forte bisogno, in particolare sul fronte sociale.

 

La Giunta ha infatti assicurato almeno che le risorse più recenti relative alle annualità 2025 e 2026 sarebbero state inserite nel bilancio di previsione 2027. “Peccato - nota Del Bianco - che quel bilancio non ci sia ancora stato consegnato e quindi, al momento, non possiamo verificare quanto dichiarato, anche se avremmo dovuto già averlo in mano. Non sappiamo nemmeno con certezza quanti di quei soldi arriveranno effettivamente a Belluno, perché mancano ancora le delibere attuative della Giunta che devono stabilirne la destinazione. Insomma, abbiamo obbligato la Giunta a prendere qualche impegno sul serio, ma è ancora troppo poco”.

 

“Una cosa deve essere chiara: questi soldi, compresi gli arretrati, appartengono ai territori. Non possono restare per anni nelle casse della Regione e noi continueremo a farci valere” è la promessa conclusiva.

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