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Belluno
24 settembre | 17:19

Pista da bob di Cortina da tutto esaurito tra gare, taxi e attività ludiche. Guarda: "Ma è un'operazione di spesa pubblica senza controllo"

Dopo le Olimpiadi i cantieri sono stati riaperti per ultimare gli interventi e riparare ai danni. Dalle tappe di coppa del mondo alle World series, fissati gli eventi in calendario e stabilite le tariffe riservate alla nazionali per usare il tracciato per gli allenamenti. L'eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra, Cristina Guarda: "Il risultato è paradossale: risorse pubbliche vincolate a coprire le perdite di un evento effimero, mentre i territori restano con impianti danneggiati, debiti da pagare e servizi essenziali sotto pressione"

Pista da bob di Cortina da tutto esaurito tra gare, taxi e attività ludiche

CORTINA D'AMPEZZO. C'è il calendario degli appuntamenti internazionali e le tariffe riservate alle nazionali per utilizzare il tracciato per gli allenamenti. Tra manifestazioni e allenamenti, spazio a taxi-bob e attività ludiche. Siamo allo sliding center di Cortina. Intanto Alleanza Verdi e Sinistra parla di "un'operazione di spesa pubblica senza controllo, che scarica sui territori e sui cittadini i costi di una gestione opaca e irresponsabile".

 

Dopo le Olimpiadi, la pista da bob è tornata un cantiere perché ci sono alcuni lavori da ultimare e alcuni danni post Giochi a cinque cerchi ma "ci sono numerose richieste", aveva spiegato a il Dolomiti la Fisi dell'Alto Adige, ente che ha creduto fin da subito e molto nelle potenzialità dell'impianto (Qui approfondimento). "C'è supporto ma è chiaro che deve essere sostenibile". Recentemente è stato nominato un track manager per coordinare tutte le attività, compresa la sostenibilità dell'impianto tra iniziative e raccolta sponsor.

 

Una novità è che le nazionali avrebbero ricevuto una lettera dalla Fondazione Milano Cortina con le indicazioni e le cifre per scendere lungo la pista Eugenio Monti. Si va dai 45 euro per skeleton e slittino ai 50 euro per la discesa in slittino doppio mentre il listino è di 70 euro, 80 euro e 90 euro rispettivamente per monobob, bob a due e bob a quattro.

 

Il calcolo è di 36 discese/ora per slittino/skeleton e 24 discese/ora per il bob. Una forbice di introito tra 1.620 euro e 2.160 euro. A questo si aggiunge il noleggio giornaliero o settimanale dei container per depositare i materiali.

 

Fissati anche le manifestazioni: le World series giovanili di slittino (23 novembre-6 dicembre), la coppa Europa di skeleton (7-11 dicembre) e di bob (gennaio), coppa del mondo di bob e skeleton (14-20 dicembre) e slittino (febbraio) e poi la Youth series di bob e skeleton (febbraio). Nel 2028 l'attesa è per le Youth Olimpic Games.

 

Qualcosa insomma di muove sull'opera che ha generato un dibattito nella fase di avvicinamento alle Olimpiadi e sulla quale si continua a discutere, in particolare sulla sostenibilità dell'impianto nel lungo periodo.

 

"Le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 si rivelano un'operazione di spesa pubblica senza controllo, che scarica sui territori e sui cittadini i costi di una gestione opaca e irresponsabile", commenta Cristina Guarda, eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra. "Mentre il governo stanzia 150 milioni per tappare le falle di bilancio. Dopo il crollo dei paraneve, la pista è stata riconsegnata a Simico senza che la Fondazione Milano-Cortina abbia saldato i danni, stimati in oltre un milione di euro, né attivato la copertura assicurativa: in assenza di fondi, si è arrivati al punto di riparare provvisoriamente il tetto dell'area di partenza con il silicone”, continua Guarda. "I dati della Corte dei Conti parlano chiaro: deficit patrimoniale di 176,5 milioni e debiti per oltre un miliardo di euro. A fronte di questo dissesto, la Regione Veneto ha dovuto accantonare oltre 140 milioni per tutelarsi dai debiti olimpici, mentre stanziava fondi straordinari per il potenziamento sanitario dell'Ulss 1 Dolomiti esclusivamente per la durata dei Giochi".

 

Il risultato è "paradossale: risorse pubbliche vincolate a coprire le perdite di un evento effimero, mentre i territori restano con impianti danneggiati, debiti da pagare e servizi essenziali sotto pressione. Questo è esattamente quello che temevamo sei anni fa, quando denunciammo il peso economico delle perdite di gestione della pista da bob, i ritardi accumulati e la superficialità con cui si è imposto l'evento olimpico a Cortina senza alcun coinvolgimento delle comunità locali. Ci avevano lasciato con un budello di cemento e una cabinovia in zona di frana, con costi e conseguenze a carico dei cittadini: questo era lo stile di Zaia e della Lega, che continuiamo a combattere”, conclude Guarda.

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