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''Grave il via libera all'uso di insetticidi tossici. Le api saranno sterminate'' l'allarme degli apicoltori trentini. Alcune cantine non useranno il fitosanitario 'Trebon'

Nell'ultimo bollettino della Fondazione Edmund Mach – Centro Trasferimento tecnologico del 16 giugno si parla di “Flavescenza dorata”. Sono stati indicati due interventi contro la malattia che sta colpendo molte viti trentine e si indica tra i prodotti fitosanitari da usare anche il "Trebon". Alcune cantine trentine decidono di non utilizzarlo, l'esperto: ''Siamo in emergenza Flavescenza ma effettivamente questo insetticida è molto impattante'' 

Di Giuseppe Fin - 17 June 2021 - 20:32

TRENTO. Le api in Trentino sono in pericolo. “Verranno spazzate via dagli insetticidi che l'Istituto San Michele ha autorizzato ai viticoltori” è il grido di allarme arrivato questa volta dal presidente degli Apicoltori trentini, Marco Facchinelli. “Non solo abbiamo le api che sono deboli e che nutriamo ma ora saranno usati insetticidi che le stermineranno”.

 

Per capire cosa sta accadendo occorre fare un passo indietro. Le scarse fioriture del melo, del tarassaco e dell'acacia non hanno fornito abbastanza nutrimento per le api. Per questo proprio in queste settimane gli apicoltori le stanno nutrendo somministrando acqua e zucchero. “Non sappiamo se quello che sta avvenendo sia causato dai cambiamenti climatici o da altro – spiega Facchinelli – ma siamo costretti a nutrire le api. Sono molto deboli ed è fondamentale in questo momento fare molta attenzione”.

 

Sono migliaia gli alveari che vengono seguiti in questo modo. A preoccupare gli apicoltori, ora, però, è anche l'utilizzo di alcuni insetticidi che a partire esattamente da domani l'Istituto San Michele ha autorizzato per i viticoltori. Insetticidi, spiega il presidente degli apicoltori, “dannosi” che rischiano di sterminare le api già deboli.

 

“In questo momento particolarmente difficile – spiega il presidente degli apicoltori- l'istituto di San Michele ha emanato una nota dove all'interno per il trattamento della flavescenza dorata è indicato l'uso di insetticidi altamente pericolosi per le api”.

 

Il presidente degli Apicoltori trentini fa riferimento al bollettino della Fondazione Edmund Mach – Centro Trasferimento tecnologico del 16 giugno nel quale si parla di “Flavescenza dorata”. Stiamo parlando di una malattia della vite ormai diffusa su tutto il territorio nazionale. Il fitoplasma che la provoca si insedia nei vasi linfatici causando un'alterazione del metabolismo della pianta. Le viti malate hanno una crescita stentata e non riescono a portare a termine la maturazione delle uve. “Dorata” perchè si fa riferimento alla colorazione che assumono le foglie.

 

Nel bollettino si spiega che in Trentino questo genere di malattia, presente anche negli scorsi anni, è “in una fase espansiva e la presenza dell’insetto che trasmette la malattia nei vigneti trentini risulta diffusa ed abbondante”.

 

Ecco allora che il 10 giugno 2021 il dirigente del Servizio Agricoltura della Pat con la determinazione numero 463 ha emanato le direttive sulla lotta obbligatoria contro la flavescenza dorata della vite per il 2021 per la Provincia di Trento. In queste direttive si conferma l’obbligatorietà dell’esecuzione di almeno due trattamenti insetticidi (come da indicazioni del Centro Trasferimento Tecnologico della Fondazione Edmund Mach) contro l’insetto vettore Scaphoideus titanus su tutto il territorio vitato provinciale. Il primo intervento insetticida può prendere il via dal 18 giugno, fino al 22 giugno nelle zone di fondovalle e bassa collina (fino a 400 metri). Dal 24 al 28 giugno nell’alta collina e comunque a fioritura conclusa. I prodotti che vengono indicati sono l'Acetamiprid (Epik) o Kestrel; il Flupyradifurone (Sivanto) e il Piretro (nelle aziende a conduzione biologica).

 

Tra le indicazioni che vengono date c'è quella della fioritura della vite che deve essere conclusa prima dell’intervento insetticida ed è fondamentale eseguire lo sfalcio del cotico erboso nell’interfila e nel sottofila del vigneto prima del trattamento insetticida per una maggior salvaguardia dei pronubi e per raggiungere meglio con il trattamento i fusti delle viti e gli eventuali polloni presenti. E' poi importante avvisare gli apicoltori nelle vicinanze dell’imminente trattamento insetticida.

 

Un secondo intervento, viene spiegato nel bollettino, dovrà essere fatto con uno dei seguenti prodotti fitosanitari: Etofenprox (Trebon up, Sword up) a distanza di circa 10 giorni dal primo intervento; oppure con Piretro (nelle aziende a conduzione biologica) a distanza di circa 7 giorni dal primo intervento.

 

L'utilizzo degli insetticidi può aiutare a combattere la malattia ma è bene chiarire che non la risolve. Lo spiega bene il direttore dell'ufficio tecnico vitivinicolo di Ferrari, Luca Pedron. E' infatti fondamentale che le piante contagiate siano sradicate per evitare la diffusione della malattia.

 

Tornando agli apicoltori, i problemi sollevati sono al momento due: il primo riguarda il fatto che non sono stati avvisati dell'avvio di questi trattamenti. “Non siamo stati avvisati – ci spiega Marco Facchinelli – e solo nelle scorse ore dall'Istituto San Michele ci è arrivato l'avviso con le scuse per il ritardo. Noi in meno di 24 ore dovremmo spostare tutte le nostre api dai luoghi dove verranno fatti i trattamenti ed è impensabile. Tra l'altro le api vanno anche oltre i 400 metri di altezza e arrivano fino a 4 chilometri di distanza”. Un problema quindi di tempo e della mancanza di avviso.

 

La seconda questione che ha messo gli apicoltori sul piede di guerra, riguarda l'utilizzo dell'insetticida Trebon a distanza di dieci giorni dal primo intervento. “Il Trebon – spiega Facchinelli – è devastante per le api ed è una sostanza pericolosa. Non si capisce per quale motivo non sia stato indicato, per esempio, il Mavrik, un altro insetticida piretoide, molto meno impattate. Il suo utilizzo e la sua tossicità mette seriamente a rischio la vita delle nostre api già molto deboli”. Lo sfalcio dell'erba che dovrebbe consentire di tenere lontane le api non è ovviamente sufficiente. “In dieci giorni il trifoglio – spiega il presidente degli Apiscoltori – l'unica fonte di alimento in questo momento, ricresce richiamando gli insetti”.

 

Lo scontro tra gli apicoltori e l'istituto San Michele è quanto mai duro in queste ore. La denuncia è quella di una mancanza di confronto e coinvolgimento. “Quello che ora chiediamo è l'interruzione immediata dei trattamenti”.

 

Alcune cantine vitivinicole presenti sul territorio hanno deciso di non seguire le indicazioni della Fondazione Edmund Mach e di non utilizzare l'insetticida Trebon ma sostituirlo con altre sostanze meno impattanti. Nessuno, però, vuole banalizzare il problema della “Flavescenza dorata”. Il vettore del giallume della vite, spiegano gli esperti, è raddoppiato forse a causa dei cambiamenti climatici trasformando la situazione anche sul nostro territorio in una vera e propria emergenza.

 

A non utilizzare l'insetticida Trebon saranno anche le “Cantine Ferrari”. “Siamo in emergenza per questo tipo di malattia e il non utilizzo di questa sostanza non significa voler banalizzare la situazione” ci spiega il direttore dell'ufficio tecnico vitivinicolo Ferrari, Luca Pedron. “Il Trebon ha una fortissima efficacia - spiega – ma allo stesso tempo è vero che è molto impattante per gli insetti e per l'uomo”.

 

Fondamentale, viene sottolineato dall'esperto, è lo sradicamento delle piante che deve essere fatto dai viticoltori quando arrivano i primi sintomi per evitare che la malattia si diffonda. “Purtroppo pensare di combattere questa malattia solamente con gli insetticidi come è stato fatto in questi anni non è stato abbastanza – spiega Pedron – è fondamentale che le piante siano sradicate e purtroppo questo non viene ancora fatto abbastanza”. Controlli in tal senso vengono portati avanti anche dal Consorzio Vini del Trentino che sta mettendo in campo anche una importante opera di sensibilizzazione.  

 

Qui il bollettino della Fondazione Edmund Mach

 

 

 

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