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No vax e no green pass tra gli agenti di polizia penitenziaria. Sinappe: ''Al carcere di Trento il 20% senza certificazione, situazione al limite''

Il segretario del Sinappe Trentino Alto Adige, Andrea Mazzarese, esprime preoccupazione per l'aumento del carico di lavoro per gli agenti che hanno il green pass in una situazione giù molto difficile con 150 unità rispetto alle 220 che dovrebbero esserci. Il sindacato ha scritto alla ministra Cartabia chiedendo "tamponi gratuiti'' 

Di G.Fin - 14 ottobre 2021 - 10:44

TRENTO. “Sarà tutto da vedere come riusciremo a garantire la sicurezza, non sarà semplice perché in una situazione già molto difficile ci sarà un aggravio ulteriore per il personale che non potrà entrare nelle strutture”. Sono parole di preoccupazione quelle espresse dal segretario del Trentino Alto Adige del Sinappe, Andrea Mazzarese, in merito all'obbligo del Green pass che dal 15 ottobre dovrà essere rispettato anche per la polizia penitenziaria

 

Un comparto, assieme a tanti altri, che si troverà difronte a diversi problemi se verranno confermate le percentuali di non vaccinati che stanno girando proprio in queste ore. Ad oggi impegnate nel carcere di Trento ci sono dalle 150 alle 160 unità di polizia penitenziaria quando invece dovrebbero essere circa 220. Numeri già ben al di sotto delle necessità che rischiano dal 15 di ottobre di aggravarsi ulteriormente con ripercussioni di non poca importanza. 

 

“Secondo i dati che abbiamo il personale che non risulta essersi sottoposto a vaccinazione o che comunque è sprovvisto di Green pass si aggira attorno al 20%” –ci spiega Mazzarrese del Sindacato Nazionale Autonomo di Polizia Penitenziaria. 

 

Una trentina di persone, considerando la presenza di 150 agenti di polizia penitenziaria, che dal 15 ottobre non potranno più entrare nella struttura di Spini di Gardolo. “Con i numeri tirati – viene spiegato - si avrà un sovraccarico di lavoro sicuramente per chi ha il Green pass e può andare al lavoro. A questo punto possiamo parlare proprio di una vera e propria impasse, di un blocco del lavoro perché la vedo davvero dura”. 

 

La preoccupazione riguarda soprattutto per il personale che andrà al lavoro e che si troverà un sovraccarico enorme dovendo coprire anche i turni di chi non si è vaccinato e nemmeno ha voluto fare il tampone. “Non sarà facile e sarà tutto da vedere come riusciremo a garantire la sicurezza” spiega ancora Mazzarese. “Già immaginiamo che le ferie potranno essere revocate e lo stesso vale per i riposi settimanali. Non si potrà ricaricarsi e questo, per il nostro lavoro, diventa davvero una situazione difficile da portare avanti”. 

 

Il Sinappe già nei giorni scorsi si è mosso scrivendo una lettera alla ministra della Giustizia Marta Cartabia chiedendole di valutare la gratuità del tampone per evitare importanti defezioni da parte del personale di polizia penitenziaria che potrebbero mettere gravemente a rischio la tenuta del sistema carcere

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