Rifugi trentini tra nuova clientela e aumento delle tariffe. Alimonta: ''Ormai inammissibile solo 7 euro per dormire. Costa di più sotto il ponte di San Lorenzo''
Il presidente uscente dell'Associazione gestori Rifugi del Trentino chiede una riflessione sulla tariffe oggi applicate per i pernottamenti. "Cibi e bevande che arrivano in quota hanno costi di trasporto alti che pesano davvero troppo sui gestori, così come non è ammissibile che per dormire si faccia spendere 7 euro''

TRENTO. “Se si va a dormire sotto il ponte di San Lorenzo a Trento costa ormai di più di un pernottamento in un rifugio”. Una provocazione ma sono certamente parole chiare quelle pronunciate da Ezio Alimonta, presidente uscente dell' Associazione gestori Rifugi, per lanciare la necessità di una riflessione sulla necessità di un adeguamento delle tariffe nei rifugi trentini.
Il tema è stato trattato nel corso della riunione di fine anno della Sat, un appuntamento importante perché ha offerto l'occasione anche di dare uno sguardo alle nuove sfide del futuro di queste importante settore che vanno dall'eliminazione della plastica nelle strutture con la potabilizzazione dell'acqua alla riflessione, come già accennato, di una rimodulazione delle tariffe per i pernottamenti nei rifugi.
A parlare di “tariffe che vanno riviste” è stato appunto Ezio Alimonta. “Cibi e bevande che arrivano in quota – spiega - hanno costi di trasporto alti che pesano davvero troppo sui gestori, così come non è ammissibile che per dormire si faccia spendere 7 euro. Vanno bene gli sconti a soci e associati ma servono nuovi ragionamenti, così come deve esserci bilanciamento con i gestori privati dei rifugi”.
La Sat, dal canto suo, valuterà la situazione a seconda anche degli indirizzi che arriveranno dal nazionale. “Nomineremo una commissione – ci spiega Sandro Magnoni, presidente commissione rifugi Sat – e assieme analizzeremo la situazione”. Al momento, ci spiega Magnoni, non è stato ancora deciso nulla. “La questione delle tariffe è una richiesta che ci arriva da chi sta portando avanti le strutture, vedremo cosa fare”.
La presidente Anna Facchini ha rimarcato che da parte di Sat ci sarà un impegno a collaborare. “Serve coordinazione e coordinamento – ha detto la presidente – Noi abbiamo 33 rifugi, l’associazione 144. Insieme possiamo avere più voce anche per dialogare con la presidenza del CAI nazionale, il cui presidente Riccardo Giacomelli è anche un trentino. I gestori sono anche imprenditori e sui nuovi tariffari cercheremo di non avere voci differenti”.
Le sfide che i rifugi trentini devono affrontare sono tante a partire da chi ora frequenta la montagna. “E' cambiato tutto – spiega Magnoni – alcuni quando arrivano non sanno proprio dove sono. Oggi non c'è più l'alpinista di un tempo. Ci sono situazioni davvero paradossali, alcuni chiedono quando passa l'autobus e alla struttura si arriva solo attraverso un sentiero. Basta questo per spiegare la situazione”.
L'obiettivo nel 2022 è anche quello di ridurre sempre di più l'uso della plastica. “Il nuovo anno ci attende – ha continuato il presidente della Commissione rifugi Sat - con altri lavori di riqualificazione e responsabilità soprattutto riguardo il corretto utilizzo delle risorse e in particolare di quelle idriche. L’ottica sarà quella di ridurre sempre di più il consumo di plastica potabilizzando, ove possibile, l’acqua”. L'introduzione di nuovi impianti è stata sperimentata già in alcuni rifugi. “L'obiettivo – ha concluso – è quello di offrire agli escursionisti la possibilità di riempirsi la borraccia direttamente dalla fonte in modo tale che non servano bottiglietta di plastica”.












