Statunitense dalla base di Aviano rimane bloccato in montagna: recuperato dal soccorso alpino
E' successo nella notte tra sabato e domenica: il 22enne statunitense, che in questo periodo si trova ad Aviano dove segue un corso in caserma, è rimasto bloccato su una cengia di roccia scendendo dal Monte Toc

BELLUNO. Si sono concluse quando ormai mancavano pochi minuti alle 2 nella notte tra sabato e domenica (13 e 14 novembre) le operazioni del soccorso alpino veneto, intervenuto per recuperare un giovane escursionista statunitense rimasto bloccato su una cengia durante la discesa del monte Toc.
Il 22enne, che in questo periodo si trova ad Aviano dove segue un corso in caserma, era partito da Provagna seguendo una traccia in salita verso le 13 e 30 per poi iniziare la discesa cercando l'itinerario per raggiungere la macchina su Google maps. Le indicazioni però lo hanno portato sopra ad alcuni salti di roccia, costringendolo a fermarsi per non rischiare di cadere.
È a quel punto che è scattato l'allarme e una squadra del soccorso alpino di Longarone ha iniziato a percorrere il sentiero per raggiungere la posizione indicata dal ragazzo. I soccorritori sono riusciti ad individuare lo statunitense dalla voce e dai segnali luminosi del giovane, che si trovava sull'altro versante e più in alto rispetto a loro.
Mentre la squadra è quindi scesa per risalire sull'altro lato ha chiesto il supporto del soccorso alpino di Belluno, data la difficoltà del recupero dovuta all'impervietà del luogo. Il primo a raggiungere il 22enne è stato uno dei tecnici di Longarone, che è riuscito a raggiungerlo, assicurandolo e rimanendo con lui.
Poco dopo è stato affiancato da un secondo soccorritore di Belluno e a quel punto, insieme al ragazzo, hanno cominciato l'impegnativa discesa sotto la pioggia, mentre nello stesso momento le squadre più in basso hanno attrezzato le calate lungo la via migliore per il rientro, per circa 200 metri, tra ripida vegetazione e salti di roccia, fino a raggiungere il sentiero e poi rientrare ai mezzi all'1 e 45.













