Tumori cerebrali, una nuova donazione all'Università di Trento per la ricerca. Allo studio un farmaco efficace contro il glioblastoma
Lo studio è coordinato da Alessandro Quattrone, direttore del Dipartimento di Biologia cellulare, computazionale e integrata, Cibio, Quattrone: "L’obiettivo del nostro lavoro di ricerca, reso possibile dalla Fondazione Celeghin, è andare direttamente al cuore del problema, l’identificazione di un farmaco efficace per un tumore che resiste attualmente a tutti i trattamenti"

TRENTO. Una donazione importante per portare avanti la ricerca. E' quella avvenuta quest'oggi al dipartimento Cibio grazie a Milena Poliseno e servirà per proseguire nella lotta contro i tumori cerebrali. Insieme alle altre donazioni raccolte dalla Fondazione Giovanni Celeghin di Padova servirà a finanziare la ricerca di una cura per il glioblastoma multiforme, il tumore cerebrale più aggressivo.
Davanti alla malattia non molti sanno guardare avanti con fiducia, oltre al proprio benessere, avendo a cuore anche a quello degli altri. Di certo lo sa fare Milena Poliseno, 38 anni di Conversano (Bari), da oltre un anno affetta da glioblastoma, che ha deciso di partecipare allo sforzo collettivo per finanziare la ricerca sui tumori al cervello all’Università di Trento con una sua personale donazione per tramite della Fondazione Celeghin.
La donazione è stata consegnata questa mattina al direttore del Dipartimento di Biologia cellulare, computazionale e integrata – Cibio, Alessandro Quattrone, nel corso di una visita alla sede del Dipartimento al Polo Ferrari di Povo. Alla consegna della donazione insieme a Milena Poliseno accompagnata da marito e figlio, ha partecipato anche Annalisa Celeghin, presidente della Fondazione Celeghin che in questi anni ha sostenuto concretamente il lavoro di ricerca dell’Università di Trento nella lotta contro i tumori al cervello.
La donazione di oggi di Milena Poliseno (4.257 euro l’importo) si aggiunge a quanto donato nei mesi scorsi dalla Fondazione: quasi 170mila euro, in parte già assegnati, frutto della donazione di Michele Zanin di Orsago (Treviso) per ricordare la moglie Paola Rusca, scomparsa a soli 56 anni, che con energia e generosità ha regalato felicità dentro e fuori la famiglia.
La Fondazione sostiene infatti vari progetti di ricerca che vengono selezionati su base competitiva. Uno di questi è attivo all’Università di Trento. Il progetto, finanziato con 150 mila euro in due anni per coprire le spese del team di ricerca e acquistare materiali di consumo, punta a riposizionare e potenziare per la cura del glioblastoma multiforme, il tumore cerebrale più aggressivo, un farmaco già in uso come antibiotico. Lo studio è coordinato da Alessandro Quattrone, direttore del Dipartimento di Biologia cellulare, computazionale e integrata, Cibio, dell’Ateneo, che spiega: “L’obiettivo del nostro lavoro di ricerca, reso possibile dalla Fondazione Celeghin, è andare direttamente al cuore del problema, l’identificazione di un farmaco efficace per un tumore che resiste attualmente a tutti i trattamenti. Lo stiamo facendo seguendo una via che pensiamo originale, con molta determinazione”. Il lavoro di UniTrento sul glioblastoma multiforme ha avuto risonanza nella comunità scientifica internazionale con l’uscita a fine aprile sulla rivista Cell Reports dell’articolo “Inhibition of mitochondrial translation suppresses glioblastoma stem cell growth” (https://doi.org/10.1016/j.celrep.2021.109024).














