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Una lingua di letame e liquami nel bosco a pochi metri dal Sarca, Degasperi: ''Come si intende agire?''

Il sindaco di Pinzolo ha fatto un'ordinanza che chiedeva all'azienda agricola che ha fatto lo sversamento di coprire il letame e rimuoverlo tutto entro 30 giorni. I tempi stringono ma il consigliere provinciale di Onda Civica segnala l'accaduto alla Provincia visto che ancora la situazione pare bloccata

Di L.P. - 10 aprile 2021 - 19:17

PINZOLO. ''Dal mese di novembre 2020 sarebbe in corso un costante sversamento di letame e liquami che ha oggi raggiunto un volume e un'estensione preoccupante soprattutto per la vicinanza con la Sarca''. La denuncia è del consigliere provinciale di Onda Civica Filippo Degasperi che nella sua interrogazione depositata in Provincia ricorda che a Pinzolo, in località Plaza di Sant'Antonio di Mavignola, una lunga lingua di letame e liquami attraversa il bosco arrivando a pochi metri dal fiume con, quindi gravi rischi anche di inquinamento.

 

Nella sua interrogazione chiede al presidente Fugatti se sia al corrente dell'accaduto, se non ritenga di far intervenire l'Appa il prima possibile e come intenda agire per ripristinare il decoro e il rispetto delle normative. Inoltre il consigliere chiede anche ''i contenuti, le tempistiche e le prescrizioni dell'ordinanza n. 52 del Comune di Pinzolo''. L'amministrazione guidata dal sindaco Michele Cereghini, infatti, il 22 marzo ha emesso un'ordinanza che spiega come quei liquami appartengano a un'azienda agricola della zona e che si tratta della terza volta nell'ultimo triennio che ciò avviene. La fuoriuscita ''ha interessato la scarpata sottostante l’azienda agricola - si legge nel documento del Comune - fino a lambire l’alveo del fiume Sarca''.

 

L'ordinanza poi, prende atto ''che, data la vicinanza del materiale con il letto del fiume, sussiste un pericolo concreto ed attuale che il materiale finisca nelle acque del medesimo, provocando un danno ambientale di notevole entità'' però deve prevedere un'azione di intervento plausibile per tempi e modi. E allora, ''visto che allo stato attuale è ancora presente una notevole quantità di neve - si legge nell'ordinanza - nelle aree circostanti tale da rendere difficoltosa l’immediata rimozione del materiale fuoriuscito'', ma ritenuto ''necessario, trattandosi di igiene e sanità pubblica, ordinare al proprietario dell’azienda agricola, la rimozione del materiale fuoriuscito e la rimessa in pristino della zona interessata dallo sversamento con la messa in sicurezza della concimaia, adottando gli interventi opportuni ad evitare il ripetersi di quanto accaduto'' ha deciso di dare tempi stretti all'azienda per agire.

 

Il provvedimento prevedeva ''l'immediata copertura del letame presente nella scarpata mediante idoneo materiale al fine di evitare la dispersione'', ''la rimozione del materiale attiguo alla concimaia in calcestruzzo e la rimessa in pristino della zona interessata dallo sversamento con creazione di adeguata scogliera di contenimento'' e, infine, ''entro 30 giorni la rimozione di tutto il materiale fuoruscito e presente nella scarpata sottostante''. Inoltre ''l’adozione delle misure ritenute più idonee ad evitare che lo sversamento della concimaia possa ripetersi, anche attraverso lo svuotamento della stessa qualora risultasse necessario''.

 

Il tutto dal momento della notifica dell'ordinanza all'interessato. Insomma i tempi per agire sono stati ben cadenzati e gli interventi dovranno essere posti in essere a strettissimo giro (la copertura del letame dovrebbe già essere stata fatta) per evitare pericoli per l'ambiente. ''La neve che c'era e la posizione dello sversamento, capiamo, non hanno aiutato a mettere in atto interventi immediati - conclude il sindaco Cereghini - ma le tempistiche sono state fissate e terremo la situazione monitorata anche per evitare che si ripetano certe situazioni''. 

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