Finalmente la pioggia e termina il lunghissimo digiuno per l'Alto Adige: un temporale così non si vedeva da settembre. Cala il rischio di incendi nei boschi
L'ondata di pioggia delle ultime ore regala una boccata d'ossigeno a una terra assetata. I dati del meteorologo Peterlin confermano la svolta, mentre la rete idrica regge l'urto senza nessuna criticità

BOLZANO. Non è solo la natura a tirare un sospiro di sollievo in Alto Adige, ma un'intera provincia che da troppi mesi guardava al cielo con preoccupazione. L'ondata di maltempo che ha spazzato il territorio nelle ultime ventiquattro ore è arrivata come una benedizione, riuscendo nell'impresa di mitigare la grave siccità che stava affliggendo i campi e, soprattutto, riducendo drasticamente il pericolo di incendi boschivi che pendeva come una spada di Damocle sulle nostre vallate. Secondo i dati raccolti dal meteorologo provinciale Dieter Peterlin, le precipitazioni hanno bagnato i terreni con una media compresa tra i 20 e i 50 millimetri su gran parte del territorio, toccando il picco massimo di 60 millimetri nella zona di Fiè allo Sciliar.
Numeri importanti, che di fatto descrivono l'evento piovoso più significativo e consistente registrato in zona dalla fine di settembre del 2025. Un cambio di scenario che tuttavia risulterà temporaneo, visto che i radar segnalano già una nuova perturbazione in avvicinamento, pronta a portare altre piogge diffuse tra le notti di giovedì e venerdì.
Nonostante l'intensità e la rapidità con cui i fenomeni si sono rovesciati a terra, la rete di monitoraggio non ha registrato particolari scossoni: la situazione di fiumi, torrenti e bacini artificiali è rimasta costantemente sotto controllo e non si segnalano criticità o danni causati dalle colate di fango. Al contrario, il bilancio finale di questa passata di maltempo viene archiviato con un segno decisamente positivo. "Ne avevamo bisogno", ha commentato con sollievo Roberto Dinale, direttore dell'Ufficio Idrologia della Provincia di Bolzano, confermando l'importanza vitale di queste ore di pioggia per rimpinguare finalmente le riserve idriche locali, ridare fiato alle falde e scacciare, almeno per il momento, lo spettro di un'estate passata a secco.












