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Vaccini anti-Covid, il rettore dell'Università di Verona si dissocia dal professor Bellavite e da quanto espresso a ''Di Martedì''

Il numero uno dell'Ateneo ha sottolineato che quanto detto dal docente (in pensione dal 2017) nulla c'entra con l'opinione dell'Università che da mesi si sta spendendo a favore della campagna vaccinale: ''Ci dissociamo totalmente. Sono stati tra l’altro citati dati non documentati''. Ecco cosa aveva detto il professore (IL VIDEO)

Di Luca Pianesi - 07 maggio 2021 - 17:42

VERONA. ''L’Ateneo si dissocia totalmente, pertanto, dalle posizioni espresse dal prof. Paolo Bellavite, durante la trasmissione “Di Martedì” sul canale televisivo LA7 del 4 maggio scorso, in cui sono stati tra l’altro citati dati non documentati. Autorevoli colleghi presenti nello studio hanno, fortunatamente, messo in luce le incongruenze e le inesattezze riportate durante l’intervista''. Questo il rettore dell'Università di Verona, Pier Francesco Nocini, sull'impegno del suo Ateneo nella campagna vaccinale contro il Covid -19 e al fianco della ricerca scientifica e della corretta informazione. Aveva lasciato attoniti molti, infatti, l'intervento a ''Di Martedì'' del professor Paolo Bellavite presentato come docente dell'Università di Verona e poi ripreso da altre testate, anche nazionali, come ematologo dell’Università di Verona.

 

Aveva detto che rispetto ai vaccini ''la paura certamente c'è e credo che queste persone abbiano ragione, in un certo senso. Il punto fondamentale è che non abbiamo molte certezze su quello che è il beneficio e il rischio''. Poi aveva aggiunto che ''dal punto di vista dei rischi dobbiamo sapere che siamo in una vera e propria sperimentazione'' e che ancora non sono state concluse le fasi 2 e 3 nel processo di produzione dei vaccini e che anche i dati che abbiamo sulle segnalazioni avverse non sarebbero corretti (salvo poi dare delle cifre tutte sue come queste: ''Nell'ultimo rapporto dell'Aifa abbiamo 40 casi gravi ogni 100.000 dosi iniettate. In realtà negli studi di sorveglianza attiva si parla di qualcosa come il 4% di reazioni gravi, 4.000 su 100.000 dosi''). 

 

 

 

 

''La comunità scientifica dell’Università di Verona, come sempre basandosi sulle evidenze scientifiche, esprime la più convinta adesione all’attuale campagna vaccinale anti SARS-CoV-2 - spiega il rettore dell'Ateneo -. Il rapporto beneficio/rischio di tutti i vaccini disponibili è ampiamente documentato, sia dalle sperimentazioni pre-commercializzazione che dalle evidenze che si stanno accumulando a seguito della vaccinazione di milioni di persone in tutto il mondo. Come tutti i farmaci, anche i vaccini possono provocare reazioni avverse, tuttavia l’incidenza di quelle gravi è molto rara. L’Aifa e l’Ema hanno approntato e stanno già attuando specifici programmi di sorveglianza sugli effetti avversi dei vaccini anti-COVID-19. Programmi che vedono in prima fila l’Università di Verona, impegnata altresì nello sviluppo del vaccino italiano Reithera''.

 

Per queste ragioni il rettore vuol sottolineare con forza che l’Ateneo si dissocia totalmente dalle posizioni espresse da Paolo Bellavite, durante la trasmissione “Di Martedì”. ''Non si vuole certo limitare la libertà d’espressione, - prosegue Nocini - né tanto meno stigmatizzare le scelte giornalistiche su quali personalità del mondo scientifico invitare alle trasmissioni televisive. Ma poiché quanto affermato a titolo personale dal prof. Bellavite è stato ripreso da alcuni organi di stampa, e lo stesso è stato presentato erroneamente come ematologo dell’Università di Verona, corre l’obbligo di precisare che il professore in questione è stato già docente di Patologia Generale presso il nostro Ateneo, ma da tempo (2017) è in pensione e non risulta avere alcuna collaborazione attiva con nostri gruppi di ricerca, tantomeno in ambito COVID-19''.

 

''Le sue opinioni - completa - sono opinioni personali, come quelle che qualsiasi cittadino può esprimere, e non rappresentano quindi a nessun titolo la posizione della comunità scientifica dell’Università degli Studi di Verona. Tutte le strutture sanitarie dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Verona sono fermamente convinte della necessità della vaccinazione anti-SARS-CoV-2 come unico mezzo per porre fine all’emergenza epidemiologica. Di conseguenza, hanno messo a disposizione personale medico e infermieristico e ambulatori per vaccinare, negli ultimi due mesi, migliaia di pazienti fragili, oltre che partecipare alla campagna vaccinale rivolta alla cittadinanza veronese. Invito - conclude il rettore - pertanto tutti a dare il giusto peso alle opinioni dei docenti in base alle loro specifiche competenze. Considerando con particolare attenzione le opinioni dei docenti che si spendono ogni giorno, rischiando anche la propria salute, nelle corsie, nei reparti, nelle sale operatorie, negli ambulatori, nelle rianimazioni, e toccano con mano, assieme ai pazienti e alle loro famiglie, l’evoluzione di questa pandemia''.

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