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Vaccini anti-covid19, Fugatti: ''Con i numeri di oggi impossibile fare una somministrazione di massa''. Ruscitti: ''Una sola dose non protegge dal virus''

Il Trentino rimane al primo posto sul fronte delle somministrazioni in relazione alle dosi consegnate arrivando ad un valore di circa il 67%. Il dirigente del dipartimento Salute e Politiche sociali spiega: "La prima dose del vaccino non protegge, rende più difficile il contagio ma non protegge"

Pubblicato il - 05 January 2021 - 18:33

TRENTO. “Al Trentino vengono consegnate settimanalmente circa 4500 dosi di vaccino anti-Covid. Non possiamo pensare con questi numeri di arrivare ad una somministrazione di massa o ampia”. A dirlo è stato il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, in merito alla campagna vaccinale contro il coronavirus avviata anche in Trentino come nel resto d'Italia.

 

Sono numerose le sollecitazioni che arrivano dalle categorie ma al momento le priorità sono ben precise. “Quando ci arrivano delle richieste di vaccinazioni noi saremmo favorevoli – spiega Fugatti – per il momento le priorità sono i sanitari e gli anziani. Chiedo pazienza e comprensione”.

 

Intanto anche per la giornata di oggi il Trentino rimane al primo posto sul fronte delle somministrazioni in relazione alle dosi consegnate arrivando ad un valore di circa il 67%. I dati sono in continuo aggiornamento. 

 

“Ad oggi – ha spiegato Fugatti – siamo arrivati a 3737 dosi somministrare e di queste 1194 a ospiti di Rsa mentre i restanti sono operatori sanitari. Sono 1055 gli uomini vaccinati mentre le donne sono 2682”.

 

Un risultato di vaccinazione importante per il quale va riconosciuto l'impegno degli operatori su tutto il territorio.

 

La prossima settimana ci sarà una riunione tra l'assessora Stefania Segnana e i medici di medicina generale per fare il punto sulla campagna vaccinale.

 

Anche oggi è stato confermato, inoltre, il fatto che non ci sono state reazioni allergiche gravi al vaccino. “Ci sono state le solite reazioni di muscolo del braccio indolenzito o rossore alla cute ma altre cose importanti no” spiega Giancarlo Ruscitti, dirigente del dipartimento Salute della Provincia.

 

E' sempre Ruscitti, infine, a fare un'ulteriore precisazione. “Colgo l'occasione – spiega – per chiarire che la prima dose del vaccino non protegge, rende più difficile il contagio ma non protegge. Serve il richiamo e bisogna continuare a utilizzare i dispositivi di protezione”. 

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