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Volontaria Caritas aggredita con delle forbici, Luciana ha cercato di scappare ma l'uomo l'ha raggiunta fuori dall'auto e colpita più volte

Il drammatico episodio è avvenuto a Ranzo ieri mattina. L'uomo, un migrante 40enne regolare sul territorio italiano, è stato rintracciato e arrestato ieri pomeriggio. Ora si trova in carcere a Spini di Gardolo, in passato era stato fermato per spaccio di droga. La donna, Luciana Rigotti si trova ancora ricoverata in ospedale 

Di Giuseppe Fin - 08 giugno 2021 - 13:11

RANZO. Una prima raffica di fendenti in macchina, il tentativo di sfuggire a piedi dalle mani del suo aggressore che però la insegue assalendola nuovamente, colpendola ancora diverse volte con una forbice (Questa l'arma che ricorda la vittima). E' stato solamente l'istinto di sopravvivenza quello che ha permesso ieri a Luciana Rigotti, 64enne volontaria della Caritas, di salvarsi da quella che per ora è stata definita “inspiegabile” violenza di Nonka Adama.

 

L'uomo originario della Costa d'Avorio, presente in modo regolare sul territorio richiedente protezione internazionale arrivato in Trentino alcuni anni fa (in Italia dal 2011), è stato trovato e arrestato ieri pomeriggio e ora si trova in carcere di Gardolo dove verrà interrogato.

 

Luciana Rigotti dopo l'aggressione ha subito un intervento chirurgico e ora si trova ancora ricoverata all'ospedale Santa Chiara ma non è, fortunatamente, in pericolo di vita.

 

L'AGGRESSIONE

Tutto è iniziato ieri mattina, lunedì 7 giugno, quando Luciana Rigotti, volontaria della Caritas giunge alla canonica di Ranzo. Qui da qualche giorno vive Nonka Adama, 40 anni, che dopo essere entrato in un progetto di reinserimento lavorativo per soggetti con problemi di tossicodipendenza aveva trovato lavoro in un'azienda agricola.

 

Adama ha bisogno di una visita medica e Luciana Rigotti decide di accompagnarlo al presidio medico. Lui si siede nei posti posteriori del mezzo mentre la donna si mette alla guida. Pochi chilometri dalla partenza, però, è scattato il momento di violenza e l'aggressione. L'uomo da dietro afferra con un braccio la donna per tenerla ferma e poi inizia a colpirla violentemente con una forbice. La colpisce, una, due, tre volte su torace, collo e schiena.

 

Luciana riesce a fermare l'auto e a scendere completamente piena di sangue. A quel punto cerca di scappare iniziando a correre ma le ferite sono troppo gravi e l'emorragia la fa cadere a terra. In quel momento Nonka Adama, sceso dal mezzo, la raggiunge e inizia ad aggredirla nuovamente. Ancora diversi colpi che però, fortunatamente, non fanno svenire la donna che riesce a divincolarsi, ad alzarsi e a ritornare all'auto.

Riesce a metterla in moto ma l'uomo, nel tentativo di fermarla di nuovo si aggrappa alla fiancata. Lei parte e lo trascina per alcuni metri, fino a quando Adama si stacca dall'auto e finisce a terra. Luciana percorre qualche centinaia di metri ma poi non riesce a proseguire. Si ferma e finisce a terra fuori dal mezzo. A dare l'allarme è stato l'autista di un autobus che vedendo la donna ferita ha chiesto l'intervento dei soccorsi sanitari e delle forze dell'ordine. La donna è stata immediatamente soccorsa e trasportata in elicottero all'ospedale Santa Chiara di Trento dove è stata salvata.

 

LA FUGA

Nonka Adama dopo l'aggressione è scappato. La Compagnia dei carabinieri di Trento ha dirottato tutto il personale che aveva a disposizione sul posto e dopo aver raccolto i primi elementi sono partite le ricerche del 40enne fuggitivo.

 

Le forze dell'ordine si sono portate immediatamente alla canonica. Qui dopo aver sfondato la porta d'entrata chiusa a chiave hanno raggiunto la camera da letto dell'uomo. All'interno stava andando a fuoco il materasso e l'ipotesi, non essendo stato rilevato alcun genere di cortocircuito, è che possa essere stato lo stesso Adama, poco prima, ad aver fatto partire le fiamme. Su questo punto, però, sono in corso degli approfondimenti.

Le ricerche sono poi proseguite anche all'azienda agricola dove l'uomo aveva iniziato a lavorare da appena due giorni senza però trovarne traccia. Su autorizzazione del magistrato, dopo la richiesta fatta dalla Compagnia dei Carabinieri di Trento, è stato autorizzato l'invio della foto dell'uomo solamente a Trentino Trasporti affinché gli autisti degli autobus potessero riconoscerlo. Nessun altro uso, hanno spiegato le forze dell'ordine, è stato consentito.  

 

Le ricerche hanno visto impegnati i vigili del fuoco di diversi corpi, l'elicottero e anche i droni.

 

Le strade della zona sono state messe sotto controllo. Secondo la ricostruzione fatta, Nonka Adama dopo l'aggressione ha deciso di scendere a valle utilizzando dei percorsi boschivi. Lungo uno di questi, infatti, sono poi stati ritrovati il suo cellulare, un accendino e la chiave della canonica.

Le ricerche sono andate avanti per quasi 12 ore e la svolta è arrivata attorno alle 16 quando alcuni vigili del fuoco di Calavino hanno avvistato una persona tra alcuni filari in zona Sarche. Sul posto si sono portate immediatamente due macchine dei carabinieri che si trovavano a pochissima distanza. Quattro militari hanno cercato di raggiungerlo ma l'uomo ha iniziato a scappare. La fuga è durata per circa 400 metri, poi il fuggitivo è stato bloccato e arrestato. Sul suo corpo erano presenti diverse escoriazioni dovute al trascinamento con l'auto fatto in precedenza e diverse macchie di sangue.

L'uomo è stato immediatamente arrestato in flagranza di reato non essendosi mai interrotte le ricerche. Dovrà rispondere di tentato omicidio e lesioni personali aggravate. Negli anni scorsi Nonka Adama era già stato arrestato per spaccio di stupefacenti. Le forze dell'ordine proprio in queste ore stanno cercando ancora l'arma utilizzata durante l'aggressione che per il momento non è stata ritrovata.

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