A Mori c'è un parcheggio che sta cadendo a pezzi (FOTO). Il sindaco: "É pericoloso ma non compete al Comune sistemarlo"
Il parcheggio pubblico di via della Terra nera a Mori è divenuto ormai luogo pericoloso in cui transitare: fra bolognini scollati e buche, emergono gli amministratori dei condomini ai quali competerebbe la manutenzione, che non riescono tuttavia a mettersi d'accordo

MORI. C'è chi ha preferito trovare un nuovo posto per la propria auto, perché sostare al parcheggio (pubblico) di via della Terra nera a Mori è diventato potenzialmente pericoloso: una scelta azzardata, quella di parcheggiare in una zona in cui i bolognini si sono (in buona parte) scollati dal suolo formando delle buche (FOTO) e mettendo a rischio non soltanto auto e automobilisti ma anche chi vi transita a piedi.

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A testimoniare una condizione divenuta ormai inaccettabile, lo stesso sindaco di Mori, Stefano Barozzi, che a Il Dolomiti spiega che "non compete al Comune sistemarlo. Una convenzione di 20 anni fa stabilisce per l'appunto che tale parcheggio appartiene ai 4 o 5 condomini che sorgono intorno a esso: il Comune ne possiede in tutto soltanto una millesima parte", aggiunge.
Una millesima parte che, a detta del sindaco, non basterebbe per prendere provvedimenti concreti: "Gli amministratori dei condomini interessati si sono incontrati già 3 o 4 volte nel corso di quest'ultimo anno: ancora, però, non abbiamo ricevuto loro notizie - dichiara Barozzi - siamo stati i primi a dire loro di mettersi d'accordo. Non appena lo faranno, il Comune sarà certamente disponibile a collaborare e contribuire".
Decisioni in merito a "chi paga cosa" che stanno tardando a essere prese e che vedono il parcheggio di via della Terra nera, di giorno in giorno, peggiorare le proprie condizioni: "Mi rendo conto che ad oggi potrebbe risultare pericoloso - ammette il sindaco - se non si arriverà a un dunque probabilmente verrà temporaneamente chiuso", aggiunge.
Una chiusura che risparmierebbe certamente possibili incidenti in una zona "non più sicura" ma che non andrebbe tuttavia a risolvere il problema, privando inoltre i cittadini della possibilità di parcheggiare in un luogo, di fatto, pubblico.












