Allarme afa nelle scuole dell'infanzia, la Cisl: "Il troppo caldo mette a rischio la salute di bambini e insegnanti"
In alcune delle scuole dell'infanzia del Trentino le alte temperature si stanno facendo sentire, rischiando di compromettere la salute di insegnanti e bambini. A lanciare l'allarme, dopo numerose segnalazioni, la Cisl scuola Trentino, che ha tentato di contattare, senza successo, l'assessore all'istruzione Mirko Bisesti

TRENTO. Le scuole dell’infanzia vanno monitorate, perché il grande caldo sta costituendo motivo di rischio non soltanto per la salute delle insegnanti ma anche per i bambini. Questo, l’allarme lanciato la scorsa settimana dalla Cisl scuola Trentino che, dopo numerose segnalazioni da parte delle maestre di alcuni istituti d'infanzia del territorio (che garantiscono il proprio servizio fino alla fine di questo torrido luglio), ha scritto a Mirko Bisesti, assessore all’Istruzione della Provincia di Trento, chiedendo di attivare un monitoraggio che verifichi la salubrità degli ambienti di tutte le scuole d'infanzia.
A denunciare a Il Dolomiti una situazione divenuta ormai insostenibile, Monica Bolognani, segretaria generale Cisl scuola Trentino: "Ci sono sicuramente strutture di nuova costruzione dotate dei migliori comfort - esordisce - ma ci sono anche scuole più datate nelle quali ad oggi i bambini e le insegnanti patiscono il caldo, con tanto di mascherina", dichiara.
"Dobbiamo pensare che negli istituti, per il personale, l'obbligo della mascherina è attivo fino al 31 agosto - spiega la segretaria - le maestre insieme ai bambini si trovano in questi giorni a sopportare un'insostenibile afa, all'interno delle strutture perché le temperature esagerate non permettono tantomeno di uscire in giardino".
In particolare, racconta Bolognani, le numerose segnalazioni delle insegnanti denunciano insostenibili temperature in stanze come quella della nanna, dove per i bambini risulta ormai impossibile dormire: "É questo il motivo per cui abbiamo scritto una mail a Bisesti: è necessario controllare le scuole dell'infanzia, una a una, e verificare che ci siano le condizioni per resistere al caldo estivo, visto che sono ormai 3 anni che la Provincia ha deciso di tenere aperti questi istituti fino a fine luglio. Se i requisiti non ci sono, bisognerà crearli. Domani le scuole chiuderanno ma l'anno prossimo il problema si ripresenterà - continua Monica Bolognani - le istituzioni devono muoversi affinché certi spiacevoli eventi non si verifichino più".
La Provincia di Trento, "ha un bel po' di tempo dinanzi (visto che luglio è ormai giunto al termine) per risolvere un problema che andava considerato molto tempo fa, perché, che il gran caldo sarebbe arrivato, già si sapeva": un disagio che, per ora, "Bisesti non ha preso in considerazione, infatti alla nostra lettera non ha mai risposto, o, almeno, non fino ad oggi".












