Agganciavano le vittime su una app d'incontri, poi all'appuntamento le picchiavano e le rapinavano. Arrestati un 20enne e un 19enne
Un terzo soggetto è stato denunciato in stato di libertà in riferimento a uno dei tre episodi contestati. Un 64enne della provincia di Verona, minacciato di morte e picchiato sino a quando non avrebbe perdere i sensi. Le altre vittime sono un 43enne e un 40enne. Lunga e meticolosa è stata l'attività d'indagine: l'analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza e dei telefoni cellulari degli arrestati ha permesso di stringere il cerchio

SCHIO. Attiravano le vittime, tutti uomini di età compresa tra i 40 e i 64 anni, utilizzando una piattaforma d'incontri, ma poi i malcapitati arrivavano sul luogo dell'appuntamento e ad attenderli non c'era chi si aspettavano, ma due giovani di 19 e 20 anni che rubavano loro tutto quello che potevano.
Al termine di una lunga e articolata attività d'indagine, i carabinieri di Schio, coordinati dalla Procura della Repubblica di Vicenza, hanno arrestato e trasferito in carcere un 20enne e un 19enne di nazionalità italiana di Schio: sono accusati di aver rapinato, utilizzando anche la violenza, tre uomini e, in un caso, viene contestato loro anche il sequestro di persona.
Un terzo soggetto è stato denunciato in stato di libertà in riferimento a uno dei tre episodi contestati.
Gli episodi risalgono allo scorso autunno, tra settembre e novembre. Nel primo caso un uomo di 43 anni è stato aggredito e derubato sia del portafogli che del cellulare, riportando lesioni giudicate guaribili in 5 giorni. La refurtiva era stata recuperata poco dopo.
A novembre, invece, erano stati due i colpi messi a segno a stretto giro di posta. Un 40enne era stato immobilizzato all'interno della propria auto da uno dei due, mentre l'altro si era messo alla guida e aveva raggiunto uno sportello bancomat, con la vittima che era stata costretta a prelevare denaro contante e consegnarlo ai due malviventi.
Poche ore dopo era andata ancora peggio ad un 64enne della provincia di Verona, minacciato di morte e picchiato sino a quando non avrebbe perdere i sensi. Il suo rifiuto a consegnare il denaro aveva scatenato la reazione estremamente violenta dei due aggressori, che gli avevano sottratto i contanti, le carte bancomat e i documenti. L'uomo era stato soccorso dai sanitari e dimesso dal pronto soccorso con una prognosi di 7 giorni.
Le indagini sono state estremamente approfondite: a dicembre sono state disposte alcune perquisizioni domiciliari. Durante le operazioni i carabinieri hanno sequestrato i cellulari degli indagati e gli abiti che avrebbero indossato durante le aggressioni, compiute a volto coperto.
Gli accertamenti sui dispositivi mobili e l'analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza hanno permesso di stringere il cerchio: secondo gli investigatori, il gruppo seguiva un copione ben delineato. Da quanto emerso analizzando le chat degli arrestati, i colpi venivano pianificati attentamente, le vittime venivano "agganciate" sulla piattaforma e convinte a presentarsi all'appuntamento con i due malviventi che comunicavano tra di loro, tramite app di messaggistica, in tempo reale.












