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| 08 mag 2022 | 10:56

C'erano i cartelli, negato il risarcimento: aggredito dall'orso chiedeva i danni alla Pat ma per il giudice è stato caso fortuito

Il caso in questione è quello di Angelo Metlicovec, assalito dall'orsa Kj2 nel 2017, poco prima dell'abbattimento del plantigrado: secondo il giudice, Piazza Dante avrebbe adottato tutti i provvedimenti idonei, tra cui l'installazione della cartellonistica nell'area, per avvisare del pericolo

TRENTO. Aveva chiesto un risarcimento alla Provincia per l'attacco subito dall'orsa nel 2017 nella zona dei laghi di Lamar, ma il giudice nega i danni: sarebbe stato un caso fortuito. Nessuna responsabilità per Piazza Dante dunque secondo il magistrato, che cita le opere di sensibilizzazione e informazione portate avanti dalla Pat, oltre che la cartellonistica d'avviso installata nell'area.

 

Il caso in questione è quello di Angelo Metlicovec, assalito dall'orsa Kj2 nel 2017 (Qui Articolo), poco prima che il plantigrado venisse abbattuto (Qui Articolo). Il 70enne di Cadine, attaccato alle spalle dall'orsa durante una passeggiata lungo il sentiero 627, all'altezza del maneggio Liberio in località Predera, che collega il secondo lago di Lamar con la zona di Terlago, aveva deciso di fare causa alla Provincia, chiedendo un risarcimento di circa 68mila euro per le ferite riportate nell'attacco, che gli hanno causato tra l'altro difficoltà permanenti nella mobilità del braccio.

 

Quella del giudice Stefano Aceto è in ogni caso una sentenza di primo grado e ora si proseguirà in appello. Secondo quanto stabilito dal magistrato infatti, l'attacco al pensionato rientra nell'ambito della casualità ed il 70enne era conscio dei rischi visto che, oltre alla presenza dei cartelli di pericolo e alle notizie ampiamente riportate di precedenti aggressioni, l'uomo era un frequentatore abituale di quei luoghi.

 

Opposto il parere dell'avvocato che difende Metlicovec, Lorenzo Eccher, secondo il quale invece Piazza Dante avrebbe una responsabilità 'colposa' di quanto successo, avendo lasciato Kj2 (che già due anni prima, nel 2015, si era resa protagonista di un'altra aggressione) libera di vagare in Trentino. La cartellonistica inoltre, secondo l'avvocato, si sarebbe limitata a fornire delle informazioni generali (peraltro inutili vista la "nota pericolosità" del plantigrado): per Eccher non ci sarebbe insomma nessuna prova del 'caso fortuito'. 

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