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| 17 giu 2022 | 12:01

Covid, la maggior parte dei contagi colpisce nella fascia tra i 40 e i 59 anni, Zuccali: “Attualmente è la popolazione più esposta all’infezione”

In Trentino nell’ultima settimana si sono registrati 1.159 casi di Covid ma oltre la metà di questi riguarda in particolare due fasce di popolazione. Calano drasticamente anche le vaccinazioni, sono appena una sessantina al giorno

Covid, la maggior parte dei contagi colpisce nella fascia tra i 40 e i 59 anni
di Tiziano Grottolo

TRENTO. A livello globale i numeri sono ben al di sotto dei dati fatti registrare nel recente passato ma il Sars-Cov-2 circola ancora tra la popolazione e nell’ultima settimana i casi stanno aumentando un po’ in tutta Italia. In Trentino nell’ultima settimana ne sono stati registrati 1.159, ciò che emerge però è che i contagi si concentrano in particolare in due fasce della popolazione, quella che va dai 19 ai 39 anni e dai 40 ai 59 anni. Complessivamente queste due fasce di popolazione hanno registrato oltre il 50% dei casi.

 

Più nel dettaglio, il trend segnato nell’ultima settimana (ma i dati sono costanti da tempo) parla di 264 casi nella fascia 19-39 anni (22,8%) e 387 nella fascia 40-59 anni (33,4%). Le fasce meno colpite sono under 19 e over 80. “Per quanto riguarda le fasce più colpite – spiega Maria Grazia Zuccali, responsabile dell’Unità operativa di igiene e sanità pubblica del Dipartimento di prevenzione dell’Apss – si tratta della popolazione più esposta al contagio perché sono lavoratori e spesso genitori che quindi hanno più possibilità di venire a contatto con altre persone”.

Non solo, perché come sottolinea la dirigente dell’Azienda sanitaria il numero di tamponi giornalieri è molto modesto. “Sicuramente non tutte le persone corrono a farsene uno quando avvertono i primi sintomi, un po’ l’attenzione e le preoccupazioni sono calate, allo stesso tempo c’è chi non si fa un tampone perché non vuole rimanere in isolamento per 7 giorni”.

 

Discorso simile  per le coperture vaccinali. Nell’ultima settimana le dosi somministrate sono state appena 428, poco più di 60 al giorno. “I centri vaccinali sono ancora aperti – sottolinea Zuccali – ma nelle sedi territoriali si vaccina solo una volta alla settimana e a Trento due, sicuramente c’è stato un drastico calo delle persone che aderiscono alla campagna”.

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