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| 31 gen 2022 | 08:12

Dal Trentino alla Sicilia maxi frode sugli aiuti stanziati dal Governo per l'emergenza Covid. Scoperta truffa per 440 milioni, in corso 80 perquisizioni

L'operazione con i finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Rimini, coordinati dalla Procura della Repubblica di Rimini, ha visto il supporto di 44 reparti territoriali , del supporto tecnico dello S.C.I.C.O e del Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche, per un totale di oltre 200 militari. L'intervento ha visto coinvolte oltre l'Emilia Romagna anche in contemporanea altre regioni: Abruzzo, Basilicata, Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Puglia, Sicilia, Toscana, Trentino e Veneto.

Dal Trentino alla Sicilia maxi frode sugli aiuti stanziati dal Governo per l'emergenza Covid
di Redazione

TRENTO. E' stato coinvolto anche il Trentino nell'operazione messa in campo dalla Guardia di Finanza di Rimini che ha portato alla luce una maxi truffa su gran parte del territorio nazionale. Si tratta di soldi stanziati dallo Stato per aiutare le imprese e i commercianti in difficoltà a causa della pandemia e finiti in modo illecito nelle mani di professionisti, imprenditori e commercialisti che non ne avevano diritto.

 

L'operazione con i finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Rimini, coordinati dalla Procura della Repubblica di Rimini, ha visto il supporto di 44 reparti territoriali , del supporto tecnico dello S.C.I.C.O e del Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche, per un totale di oltre 200 militari. L'intervento ha visto coinvolte oltre l'Emilia Romagna anche in contemporanea altre regioni: Abruzzo, Basilicata, Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Puglia, Sicilia, Toscana, Trentino e Veneto.

 

In queste ore le Fiamme Gialle stanno eseguendo un provvedimento del Gip del Tribunale di Rimini con cui sono state disposte 35 misure cautelari personali di cui 8 in carcere e 4 ai domiciliari nonché 23 interdittive di cui 20 all’esercizio di impresa nei confronti di altrettanti imprenditori e 3 all’esercizio della professione nei confronti di altrettanti commercialisti, in quanto ritenuti componenti di un articolato sodalizio criminale con base operativa a Rimini ma ramificato in tutto il territorio nazionale, responsabile di aver creato e commercializzato per 440 milioni di euro falsi crediti di imposta, introdotti tra le misure di sostegno emanate dal Governo con il decreto rilancio (D.L. 34/2020), durante la fase più acuta dell’emergenza sanitaria da Covid-19 per aiutare le imprese e i commercianti in difficoltà.

 

In atto 80 perquisizioni ed il sequestro dei falsi crediti, di beni e assetti societari per il reato di indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato. Tra loro, in 9 avevano presentato domanda di reddito di cittadinanza e 3 avevano precedenti di polizia per associazione a delinquere di stampo mafioso.

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