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| 04 apr 2024 | 12:57

Maxi-truffa su fondi Pnrr e crediti edilizi, sequestri preventivi per oltre 600 milioni di euro. Perquisizioni anche in Trentino Alto Adige

Il blitz della Guardia di Finanza di Venezia questa mattina: 24 le misure cautelari personali (di cui 8 in carcere, 14 arresti domiciliari e 2 interdittive a svolgere attività professionale e commerciale). Sotto sequestro anche ville, importanti somme in criptovalute, gioielli e auto di lusso

Maxi-truffa su fondi Pnrr e crediti edilizi, sequestri preventivi per oltre 600 milioni di euro
di Redazione

VENEZIA. Sequestri per 600 milioni di euro e 24 misure cautelari: è questo il bilancio del blitz portato avanti questa mattina dai militari della Guardia di Finanza di Venezia, entrati in azione in merito ad un'attività di frode legata a fondi Pnrr e alla creazione di crediti inesistenti nel settore edilizio. Le Fiamme gialle (intervenute con gli operatori del Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie, con il supporto del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata e del Nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche) hanno dato esecuzione all'ordinanza contenente le misure cautelari personali (di cui 8 in carcere, 14 arresti domiciliari e 2 interdittive a svolgere attività professionale e commerciale) e al momento le operazioni stanno interessando diversi Paesi europei (Slovacchia, Romania e Austria), mentre sul territorio nazionale oltre 150 finanzieri stanno eseguendo perquisizioni in Veneto, Lombardia, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Lazio, Campania e Puglia.

Le attività di frode attribuite al sodalizio criminale (con il coinvolgimento di svariati prestanome e l'ausilio di 4 professionisti) hanno in una prima fase riguardato iniziative progettuali per decine di milioni di euro, dicono le autorità, finanziate come detto a valere sul Pnrr (nell'ambito della Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo) ed erogati da Simest (società partecipata da Cassa depositi e prestiti con l'obiettivo di sostenere le imprese italiane nel percorso di internazionalizzazione), che ha corrisposto tempestivamente alle richieste dell'Autorità giudiziaria fornendo collaborazione alle indagini. Le investigazioni, continuano i finanzieri, hanno poi permesso di far emergere come la stessa organizzazione, utilizzando spesso le stesse società, fosse dedita anche alla creazione di crediti inesistenti nel settore edilizio (bonus facciate) e per il sostegno della capitalizzazione delle imprese per circa 600 milioni di euro.

 

Le operazioni di polizia giudiziaria hanno poi consentito di individuare, seguendo il flusso di denaro, le condotte ritenute di riciclaggio e autoriciclaggio di ingenti profitti illeciti attuate attraverso un complesso reticolato di società fittizie costituite anche in Austria, Slovacchia e Romania: “Ad agevolare la ricostruzione dei flussi finanziari illeciti – precisano i militari – hanno contribuito gli approfondimenti svolti su oltre 100 segnalazioni di operazioni sospette afferenti agli indagati che, insieme ai riscontri documentati raccolti attraverso acquisizioni documentali e indagini bancarie, hanno consentito di individuare i presunti promotori, i partecipi e gli agevolatori del sodalizio criminale, con i differenti ruoli assunti dai responsabili nell'architettare evoluti sistemi di frode”.

 

Come non bastasse, le attività di indagine hanno permesso di ricostruire un altrettanto raffinato apparato di riciclaggio, agevolato dall'utilizzo di tecnologie (come Vpn, server cloud dislocati in Paesi poco collaborativi, crypto-asset, specifici software di intelligenza artificiale per aumentare la velocità di produzione dei documenti falsi) e di società di cartolarizzazione dei crediti al fine di occultare e proteggere, da un lato, l'illegale business del sodalizio da eventuali controlli e dall'altro per trovare nuove modalità di monetizzazione dei crediti inesistenti.

 

Tra i valori sottoposti a sequestro, spiccano appartamenti e ville signorili, concludono le Fiamme gialle, importanti somme in criptovalute, orologi di alta fascia (Rolex), gioielli (Cartier) oro e auto di lusso (tra cui Lamborghini Urus, Porche Panamera e Audi Q8). Beni sequestrati, unitamente agli oltre 600 milioni di crediti, nel corso delle operazioni odierne.

 

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