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| 03 apr 2022 | 19:43

Dopo una spinta cade al suolo e sbatte la nuca: ucciso un uomo durante una lite. Arrestato un 42enne di Silandro

I fatti sono successi questa notte nei pressi della vecchia caserma “Druso” ormai da anni dismessa e ora sede di varie associazioni. A perdere la vita un uomo di 53 anni della Bassa Venosta

Dopo una spinta cade al suolo e sbatte la nuca: ucciso un uomo durante una lite
di Redazione

SILANDRO. Sarebbe stato spintonato e, inciampato su uno scalino, sarebbe caduto all'indietro sbattendo la nuca al suolo. A quel punto a nulla sono valsi i tentativi di rianimarlo. L'uomo, un 53enne della Bassa Venosta, è morto sul posto e da quel momento è partita la ''caccia'' all'assassino.  

 

I militari della compagnia carabinieri di Silandro, quest'oggi, hanno arrestato un quarantaduenne del luogo ipotizzando a suo carico i reati di omicidio preterintenzionale e resistenza a un pubblico ufficiale. Nella notte tra sabato e domenica, verso le 00.20, l’operatore del 118 ha avvisato la centrale operativa dei carabinieri di Silandro in merito a una rissa in atto a Corzes, nei pressi della vecchia caserma “Druso” ormai da anni dismessa e ora sede di varie associazioni.

 

Subito sul posto sono accorse diverse autopattuglie dei carabinieri di Silandro. I militari hanno trovato un uomo a terra, sul quale i soccorritori del 118 stavano tentando le manovre di rianimazione. Alle 01.20 circa il medico intervenuto ha dichiarato la morte dell’uomo, un cinquantatreenne della bassa Venosta, poiché i tentativi di rianimarlo erano ormai vani.

 

Dalle testimonianze raccolte a caldo, i carabinieri hanno sin da subito sospettato di un uomo del luogo che, secondo la ricostruzione dei fatti operata dagli investigatori, avrebbe spinto la vittima che, inciampata su uno scalino, sarebbe rovinosamente caduta a terra battendo violentemente la nuca senza aver fatto in tempo a parare il colpo.

 

L’indagato è stato quindi condotto in caserma e sottoposto ai consueti rilievi foto-dattiloscopici per poi, in stato d’arresto, essere accompagnato al carcere di Bolzano. Ovviamente sulla vicenda ora dovranno fare chiarezza i magistrati. La stessa misura precautelare applicata dai militari dell’Arma dovrà essere convalidata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bolzano.

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