Il ricordo di don Bepi Grosselli: “Una vita al servizio del mondo del lavoro, un difensore dei diritti degli operai”
Grande cordoglio per la scomparsa del religioso: “Bepi Grosselli è stato un grande amico del nostro movimento, un padre spirituale, un formatore e un attento precursore dei cambiamenti che hanno caratterizzato la nostra società dal dopoguerra ad oggi”. Il sindaco: “Convinto sostenitore dell’emancipazione delle donne e della cultura dell’accoglienza. Trento ti deve molto e non ti dimenticherà”

TRENTO. Si è spento domenica 18 dicembre, alla Casa del Clero di Trento a 95 anni, a dieci giorni dal suo compleanno, don Giuseppe “Bepi” Grosselli. È grande il cordoglio per la morte del religioso, in primis da aprte del sindaco di Trento ed ex segretario della Cgil, Franco Ianeselli: “Difensore dei diritti degli operai, convinto sostenitore dell’emancipazione delle donne e della cultura dell’accoglienza. Trento ti deve molto e non ti dimenticherà”.
Di “una vita al servizio del mondo del lavoro e della promozione umana” parla invece Luca Oliver, presidente Acli Trentine: “Bepi Grosselli è stato un grande amico del nostro movimento, un padre spirituale, un formatore e un attento precursore dei cambiamenti che hanno caratterizzato la nostra società dal dopoguerra ad oggi”.
Don Bepi era entrato nelle Acli nei primi anni ‘50 svolgendo un’intensa attività nel campo della formazione delle collaboratrici famigliari e collaborando attivamente all’organizzazione del movimento femminile a partire dai corsi e dai ritiri estivi presso la Pensione Ombretta di Soraga, in val di Fassa.
Nel 1966, per volontà dell’allora Arcivescovo Gottardi, assunse il ruolo di accompagnatore spirituale delle Acli, incarico che mantenne fino al 1989 accanto a quello di Delegato per la Pastorale del lavoro. “In questi ruoli don Bepi rivestì una funzione fondamentale sia per quanto riguarda la crescita di consapevolezza e di responsabilità dei lavoratori e delle lavoratrici all’interno del movimento sindacale, sia per quanto riguarda la collocazione delle Acli che proprio in quegli anni maturarono la scelta di allontanamento dal “collateralismo” con il partito di maggioranza, la Democrazia Cristiana”.
Una scelta che in altri ambiti territoriali assunse i toni della scomunica e della condanna, con l’allontanamento degli accompagnatori diocesani dalle Acli e le critiche serrate di papa Paolo VI, ma che in Trentino, grazie alla mediazione di Grosselli, non portarono ad alcuna rottura. Questo fatto ebbe un rilievo fondamentale per le Acli e la loro storia in quanto l’allontanamento dalle tradizionali “cinghie di trasmissione” anticipava in realtà i tempi nuovi dell’autonomia del Terzo settore dalla subalternità alla politica prefigurando un futuro di maturità e di indipendenza politico-culturale in continuità con il percorso di crescita dei cattolici democratici e di collaborazione continua e rinnovata con la Chiesa trentina. “Le Acli – si legge nella nota – ricordano e ringraziano un grande amico, una persona che ha saputo dare un contributo di altissimo valore all’associazionismo cattolico e popolare, unendo la testimonianza cristiana con l’azione politico-sindacale, la formazione per lo sviluppo culturale e civile degli associati con la crescita ed il rispetto della persona umana.
Cappellano alla Michelin, la storia di don “Bepi” Grosselli si intreccia con quella del movimento operaio trentino. Il religioso era anche il prete dell’Anpi e aveva fondato, fra gli altri, il coro “Bella ciao” di Trento, il “Coro Trentino Lagolo” (nel 1963) e il coro “La Gagliarda”. Sempre molto attivo per la comunità Grosselli è stato per molti anni fra gli organizzatori delle Feste Madruzziane.
Nato a Calavino, fu ordinato a Trento nel 1950. Fu inizialmente professore al Seminario minore (1950-1966), poi assistente diocesano per le Acli (1966-1971), catechista (1979), delegato per la pastorale del lavoro (1967-1989). Fu quindi parroco a Montevaccino (1989-2006), delegato per il turismo, sport e tempo libero (1989-2009). Infine fu residente prima a Solteri (2009-2020), e dal 2020 alla Casa del clero dove si è spento.













