“Il tunnel da Acquaviva a Salorno? Solo un vecchio progetto”, la Rete dei Cittadini contro le modifiche del Comune per la Circonvallazione ferroviaria di Trento
Alla Rete dei Cittadini non sono piaciute le modifiche del Comune di Trento sulla Circonvallazione ferroviaria: “L’ennesima operazione ‘taglia e cuci’, l’impatto sul tessuto urbano di San Martino e di Trento Nord, sulle fragilità idrogeologiche del territorio e sulle aree agricole, rimane inalterato”
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TRENTO. “Solo un vecchio progetto”, così la Rete dei Cittadini commenta le modifiche presentate dal Comune di Trento sul progetto della Circonvallazione ferroviaria. In particolare l’Amministrazione comunale di Trento ha proposto di realizzare un tunnel, per i treni merci, che parta da Acquaviva a Mattarello e arrivi fino a Salorno. L’idea però non convince la Rete dei Cittadini: “Un prolungamento della galleria verso Nord fino a Salorno, non modifica alcun aspetto critico del progetto”.
Secondo cittadini e comitati che si oppongono al progetto di Rfi (e che hanno presentato una loro versione alternativa), anche con le modifiche del Comune l’impatto sul tessuto urbano di San Martino e di Trento Nord, sulle fragilità idrogeologiche del territorio e sulle aree agricole, rimane inalterato.
“L’ennesima operazione ‘taglia e cuci’ – attaccano dalla Rete dei Cittadini – a fronte delle innumerevoli osservazioni critiche emerse da parte degli abitanti nel corso del dibattito pubblico”. Le principali criticità starebbero nel fatto che il prolungamento ipotizzato dal Comune di Trento non possiede uno sviluppo progettuale che consentirebbe la redazione di un Piano di Fattibilità Tecnico Economica prima di 12 mesi, ma anche perché “non esiste ombra di finanziamento pubblico che, al netto dei conteggi sommari proposti, non potrà essere inferiore ai 2 miliardi di euro. E quindi se si farà, sarà ben oltre il fatidico, inarrivabile, 30 giugno 2026”.
Inoltre, secondo la Rete dei Cittadini il prolungamento non eviterà gli abbattimenti a San Martino, né gli espropri delle aree agricole a Mattarello Sud e fino a Calliano. Non eviterà nemmeno l’interessamento delle aree inquinate ex Sloi ed ex Carbochimica. Senza dimenticare la cesura da 3 chilometri di Roncafort. “Non eviterà neppure le centinaia di camion che ogni giorno percorreranno il nostro territorio da Trento Nord ad Ala per ogni carico e scarico del materiale di risulta degli scavi”. Di fatto per la Rete dei Cittadini l’unica alternativa è quella di mettere mano alla progettazione per elaborare un tracciato alternativo lungo la destra Adige.













